martedì 14 ottobre 2014

[Perle Nascoste]-Fable II

Piattaforme: Xbox360
Ecco il Trailer Ufficiale !
Genere: Gioco di ruolo
Sviluppatore: Lionhead Studios
Distributore: Microsoft
Data di uscita: 24 ottobre 2008(Disponibile)





A cura di Paolo, dello Staff di Tales Of Nerds

Gli rpg (Role Play Game) negli ultimi anni sono stati un genere che ha riscosso un notevole successo, sia perché i videogiochi sono diventati sempre più accessibili, sia perché le campagne pubblicitarie sono enormemente aumentate.
Qualcuno però forse si ricorda ancora di quando i cosiddetti giochi di ruolo erano una rarità su console, specialmente quelli occidentali.
In questo senso la prima Xbox aveva contribuito a portare il genere anche agli utenti non pc, con titoli come i due Kotor, Jade Empire, Morrowind e, tra gli altri, Fable(con l'espansione The Lost Chapters).
Quest'ultimo è stato un innovatore del genere, in quanto aveva l'ambizioso obiettivo di portare una ventata action (a cui oggi siamo forse fin troppo abituati) al genere, oltre ad avere un sistema morale neutrale, che non premiava o puniva il giocatore in base alle sue azioni. In questo senso un personaggio cattivo poteva avere tanti vantaggi quanto uno buono e viceversa.




Oggi voglio recensire il secondo capitolo della serie, uscito in esclusiva su Xbox360 ben sei anni fa, nel 2008. 
Perché proprio il secondo(nonostante ne sia uscito anche un terzo)? Perché, a mio parere, rappresenta al meglio i valori della serie, ciò che più si avvicina al sogno di Peter Molineaux. Cosa può offrire questo titolo dopo ben sei anni? Tanto divertimento e tantissime risate...fidatevi.
Ma andiamo per ordine.
Uno splendido scorcio tratto da Fable II. Da notare come la luce di una nuova alba viene tagliata dagli alberi...davvero bellissimo.
Il gioco è ambientato nel mondo di Albion e voi inizierete come un ragazzo( o una ragazza) nei bassifondi di Bowerstone. Insieme a vostra sorella, dovrete racimolare i soldi per passare la giornata...nel modo in cui riterrete più giusto. Aiutate un povero innamorato a dichiararsi alla sua amata e poter così scappare insieme...oppure fate la spia con la suocera, che farà per cacciarlo quando lui, per non finire arrestato, le dirà che in realtà l'ha sempre amata.
Oppure potrete aiutare la guardia a recuperare i mandati di cattura per i più pericolosi criminali di Bowestone, tra cui Leroy, detto il Banale( o Leroy dieci dita, Leroy col naso, Leroy due occhi, Leroy ha i capelli)... e poi magari decidere di darli a un tipo poco raccomandabile. 
Fate attenzione però, perché ogni scelta ha le sue conseguenze.
I due ragazzini, una volta racimolati i soldi, saranno attratti da un mercante che,tra tanti strani oggetti, vende un carillon in grado di esaudire un desiderio. Spinti da una misteriosa veggente a tentare la fortuna, i due decidono di spendere i soldi così faticosamente guadagnati in quel gingillo.
Questo darà il via a tutta la trama che, senza ulteriori anticipazioni, è quella più curata della trilogia e, pur mantenendo un tono comico e parodistico, accompagna il vostro eroe fino all'età adulta, oltre ad avere diversi colpi di scena.

Parlando del gameplay, il gioco presenta due aspetti distinti: uno riguarda il combattimento;l'altro, più particolare, riguarda la componente “social”, un vero e proprio gioco nel gioco.
Riguardo al combat system, avrete a disposizione armi bianche(che variano tra spade, mazze, martelli, gigantesche asce bipenne e addirittura katane), armi a distanza(pistole, fucili e balestre) e la magia(tra cui, oltre ai soliti fulmini e alle fiammate, si potranno evocare sgherri, confondere i nemici, rallentare il tempo ed usare una mossa che sembra la “forza”). Ognuna di queste è assegnata a uno dei tasti del pad, rispettivamente X, Y e B. Gli scontri coi nemici infatti avvengono infatti tramite la pressione di un solo pulsante, che potrà essere tenuto premuto con effetti diversi. Potrete infatti fare attacchi leggeri o pesanti, sparare o prendere la mira per colpi più potenti ed infine fare magie ad area oppure al singolo nemico. Tutto risulta, volutamente, semplificato all'osso e, se aggiungiamo il fatto che non si può morire, i giocatori più hardcore sicuramente scapperanno a gambe levate.
Bisogna tenere a mente però che ciò a cui punta il titolo è altro.
Il nostro eroe sul,distrutto, ponte di Rookridge, che da le spalle alla città di Bowerstone,

Il secondo aspetto del gameplay è la componente sociale ed è ciò che rende il gioco unico.
Il vostro personaggio dispone di tutta una serie di espressioni e ce n'è davvero per tutti i gusti: potrete ballare in pubblico, ruggire, petare, ammiccare in modo libidinoso, fare dei volgari movimenti col ventre, minacciare un malcapitato, fischiettare, mettervi in posa e molte altre.
Contate poi che ognuna per essere particolarmente efficace(dipende cosa intendete con efficace), deve essere mantenuta per qualche secondo e se vi sbaglierete avrà effetti imprevisti(indovinate cosa succede se si sbaglia l'espressione “peto”...).
Ecco un'altra cosa sorprendente: ogni singolo abitante di Albion ha un nome, un'occupazione e una personalità. Amerà alcune cose e ne odierà altre, rifiuterà lavostra proposta di andare a letto se molto riservato...o dell'altra sponda...o magari vi proporrà un'orgia(tranquilli, lo schermo diventa nero).
Senza contare che tutti si ricorderanno delle vostre azioni.
Oltre a tutto questo ben di dio, nel gioco ci si può sposare (anche più volte, ma non fate incontrare le vostre mogli o mariti...), avere figli(se si hanno rapporti non protetti), divorziare. E ancora, si possono comprare, vendere e affittare case e arredarle come più preferite; giocare d'azzardo e addirittura lavorare(come fabbro, barista o taglialegna) per guadagnare denaro.
E se aggiungete ancora un sistema morale che vi permette tutto, ma proprio tutto, traete da soli le conclusioni!
Il nostro eroe intrattiene la folla.
Riguardo all'aspetto più ruolistico del gioco, Albion è un mondo vastissimo e completamente esplorabile, ricco di pericoli nascosti, tesori da trovare e missioni da completare.
Queste la maggior parte delle volte permettono percorsi multipli e scelte che, qualunque cosa farete, risulteranno spesso esilaranti, oltre ad influenzare in modo radicale ed irreversibile il mondo.
Aspettatevi dunque dialoghi decisamente divertenti(che però non sfociano mai in un nonsense esagerato alla Saints Row, ma fanno ridere grazie a battute intelligenti e magari qualche doppiosenso) interamente in italiano; se avrete la pazienza di leggere anche le descrizioni degli oggetti,in un grazioso menù che li rappresenta tutti con modelli tridimensionali, sarete ricompensati con ulteriori risate.

La personalizzazione del personaggio non è da meno. Questo è forse l'aspetto che forse qui trova la sua maggior espressione e che nel terzo capitolo viene quasi completamente abbandonato.
Il vostro eroe o eroina, infatti, cambierà aspetto in base alle vostre azioni durante l'avventura.
Avrete a disposizione due “barre”, una buono/neutrale/malvagio e l'altra puro/neutrale/corrotto, combinabili tra loro.
Ecco che un personaggio che sarà magnanimo verso il prossimo, ma avido, lascivo e disordinato avrà un certo aspetto, mentre un altro che sarà crudele ma farà in modo che la sua malvagità non deturpi il suo fisico ne avrà un altro. Potrete anche impersonare l'incarnazione del male, con tanto di corna demoniache e cicatrici infuocate, oppure essere un santo, con una luminosa aureola sulla testa.
Un'altra variabile è come deciderete di spendere i punti nelle varie abilità e quanto ne farete uso in battaglia: un personaggio con molta forza risulterà bello spesso, uno con molta precisione molto alto, uno con molta magia avrà dei fascinosi tatuaggi magici su tutto il corpo.
Aggiungiamo ancora una miriade di vestiti e pettinature i cui colori possono essere cambiati a piacere, il fatto di poter mangiare cibi più o meno sani(e vederne gli effetti sul vostro corpo), il cane che,oltre ad aiutarvi in battaglia e durante l'esplorazione, cambia aspetto con voi.



Queste sono solo alcune delle cose che potrete fare. Non ci sono limiti né giudizi, tutto sta alla vostra immaginazione.
Fin qua tutto bene, ma il titolo, per la sua natura, ha delle caratteristiche che non lo rendono appetibile a tutti.
Innanzitutto è davvero semplice e, per un giocatore esperto, arrivare fino alla fine senza mai perdere i sensi è abbastanza semplice. Inoltre le quest sono guidate da una linea luminosa sul terreno(rimovibile dal menù), per cui vi basterà seguirla per completarle(cosa che, se stiamo a vedere c'è anche in Skyrim...).
Il titolo ha una natura “sandbox”, nel senso che vi permette di sperimentare qualunque cosa vi passi per la testa: infatti i vestiti non hanno delle statistiche e li potrete combinare a piacimento, le armi e le magie sono molte e tutte esageratamente potenti, la cui scelta è quindi una questione di preferenze. In questo senso il personaggio cattivo risulta assai divertente, perché non avrete alcuna limitazione morale. Da segnalare alcuni cali di frame e qualche rallentamento, oltre a diversi bug grafici.
Visivamente il titolo sente il peso degli anni, ma Albion è ancora in grado di offrire scorci davvero emozionanti, complici anche l'ispiratissima art direction e il sistema di illuminazione, che rende ogni alba e tramonto davvero piacevoli all'occhio.
Le musiche risultano azzeccate, con temi di battaglia che diventano più o meno movimentati e complessi in base alle vostre prestazioni. Il gioco è inoltre interamente in italiano e il doppiaggio è di buona fattura anche se con un numero non proprio altissimo di attori.
Uno degli splendidi panorami che il gioco ci pone di fronte,
Questo, insomma, è Fable II, un gioco atipico, ma ricco di personalità, che riesce ad essere accessibile a chiunque oltre ad avere meccaniche non per questo meno profonde.
Un esperienza che risulta più completa che quella del primo capitolo, per ovvi motivi di hardware, e anche più del terzo(che,seppur un ottimo gioco, prenderà una piega più action e di ruolistico rimarrà ben poco,  con una personalizzazione del personaggio castrata, minor enfasi sull'esplorazione ecc); per chi si è perso questa magnifica serie, questo senza dubbio è il capitolo della trilogia che esprime meglio i suoi valori. 
Dimenticate per un po' i draghi di Skyrim o la prole oscura di Dragon Age e lasciatevi travolgere da un mondo ricco e vibrante, in grado di emozionarvi non tanto per la spettacolarità, ma piuttosto con un semplice e sano divertimento. Una favola che ancora oggi riesce a strappare più di una risata(pensate che, prima di recensirlo, l'ho rigiocato per la sesta volta), a far perdere ore ed ore nella personalizzazione dell'esperienza di gioco e, seppur con diversi anni alle spalle, a farvi soffermare ad osservare una nuova alba ad Albion.






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