Piattaforme: Xbox360
Genere: Gioco di ruolo
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| Ecco il Trailer Ufficiale ! |
Sviluppatore: Lionhead Studios
Distributore: Microsoft
Data di uscita: 24 ottobre 2008(Disponibile)
A cura di Paolo, dello Staff di Tales Of Nerds
Gli rpg (Role Play Game) negli ultimi
anni sono stati un genere che ha riscosso un notevole successo, sia
perché i videogiochi sono diventati sempre più accessibili, sia
perché le campagne pubblicitarie sono enormemente aumentate.
Qualcuno però forse si ricorda ancora
di quando i cosiddetti giochi di ruolo erano una rarità su console,
specialmente quelli occidentali.
In questo senso la prima Xbox aveva
contribuito a portare il genere anche agli utenti non pc, con titoli
come i due Kotor, Jade Empire, Morrowind e, tra gli altri, Fable(con
l'espansione The Lost Chapters).
Quest'ultimo è stato un innovatore del
genere, in quanto aveva l'ambizioso obiettivo di portare una ventata
action (a cui oggi siamo forse fin troppo abituati) al genere, oltre
ad avere un sistema morale neutrale, che non premiava o puniva il
giocatore in base alle sue azioni. In questo senso un personaggio
cattivo poteva avere tanti vantaggi quanto uno buono e viceversa.
Oggi voglio recensire il secondo
capitolo della serie, uscito in esclusiva su Xbox360 ben sei anni fa,
nel 2008.
Perché proprio il secondo(nonostante
ne sia uscito anche un terzo)? Perché, a mio parere, rappresenta al
meglio i valori della serie, ciò che più si avvicina al sogno di Peter Molineaux. Cosa può offrire questo titolo dopo ben
sei anni? Tanto divertimento e tantissime risate...fidatevi.
Ma andiamo per ordine.
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| Uno splendido scorcio tratto da Fable II. Da notare come la luce di una nuova alba viene tagliata dagli alberi...davvero bellissimo. |
Il gioco è ambientato nel mondo di
Albion e voi inizierete come un ragazzo( o una ragazza) nei
bassifondi di Bowerstone. Insieme a vostra sorella, dovrete
racimolare i soldi per passare la giornata...nel modo in cui
riterrete più giusto. Aiutate un povero innamorato a dichiararsi
alla sua amata e poter così scappare insieme...oppure fate la spia
con la suocera, che farà per cacciarlo quando lui, per non finire
arrestato, le dirà che in realtà l'ha sempre amata.
Oppure potrete aiutare la guardia a
recuperare i mandati di cattura per i più pericolosi criminali di
Bowestone, tra cui Leroy, detto il Banale( o Leroy dieci dita, Leroy
col naso, Leroy due occhi, Leroy ha i capelli)... e poi magari
decidere di darli a un tipo poco raccomandabile.
Fate attenzione
però, perché ogni scelta ha le sue conseguenze.
I due ragazzini, una volta racimolati
i soldi, saranno attratti da un mercante che,tra tanti strani
oggetti, vende un carillon in grado di esaudire un desiderio. Spinti
da una misteriosa veggente a tentare la fortuna, i due decidono di
spendere i soldi così faticosamente guadagnati in quel gingillo.
Questo darà il via a tutta la trama
che, senza ulteriori anticipazioni, è quella più curata della
trilogia e, pur mantenendo un tono comico e parodistico, accompagna
il vostro eroe fino all'età adulta, oltre ad avere diversi colpi di scena.
Parlando del gameplay, il gioco
presenta due aspetti distinti: uno riguarda il combattimento;l'altro,
più particolare, riguarda la componente “social”, un vero e
proprio gioco nel gioco.
Riguardo al combat system, avrete a
disposizione armi bianche(che variano tra spade, mazze, martelli,
gigantesche asce bipenne e addirittura katane), armi a
distanza(pistole, fucili e balestre) e la magia(tra cui, oltre ai
soliti fulmini e alle fiammate, si potranno evocare sgherri,
confondere i nemici, rallentare il tempo ed usare una mossa che
sembra la “forza”). Ognuna di queste è assegnata a uno dei tasti
del pad, rispettivamente X, Y e B. Gli scontri coi nemici infatti
avvengono infatti tramite la pressione di un solo pulsante, che potrà
essere tenuto premuto con effetti diversi. Potrete infatti fare
attacchi leggeri o pesanti, sparare o prendere la mira per colpi più
potenti ed infine fare magie ad area oppure al singolo nemico. Tutto
risulta, volutamente, semplificato all'osso e, se aggiungiamo il
fatto che non si può morire, i giocatori più hardcore sicuramente
scapperanno a gambe levate.
Bisogna tenere a mente però che ciò a
cui punta il titolo è altro.
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| Il nostro eroe sul,distrutto, ponte di Rookridge, che da le spalle alla città di Bowerstone, |
Il secondo aspetto del gameplay è la
componente sociale ed è ciò che rende il gioco unico.
Il vostro personaggio dispone di tutta
una serie di espressioni e ce n'è davvero per tutti i gusti: potrete
ballare in pubblico, ruggire, petare, ammiccare in modo libidinoso,
fare dei volgari movimenti col ventre, minacciare un malcapitato,
fischiettare, mettervi in posa e molte altre.
Contate poi che ognuna per essere
particolarmente efficace(dipende cosa intendete con efficace), deve
essere mantenuta per qualche secondo e se vi sbaglierete avrà
effetti imprevisti(indovinate cosa succede se si sbaglia
l'espressione “peto”...).
Ecco un'altra cosa sorprendente: ogni
singolo abitante di Albion ha un nome, un'occupazione e una
personalità. Amerà alcune cose e ne odierà altre, rifiuterà
lavostra proposta di andare a letto se molto riservato...o dell'altra
sponda...o magari vi proporrà un'orgia(tranquilli, lo schermo
diventa nero).
Senza contare che tutti si ricorderanno
delle vostre azioni.
Oltre a tutto questo ben di dio, nel
gioco ci si può sposare (anche più volte, ma non fate incontrare le
vostre mogli o mariti...), avere figli(se si hanno rapporti non
protetti), divorziare. E ancora, si possono comprare, vendere e
affittare case e arredarle come più preferite; giocare d'azzardo e
addirittura lavorare(come fabbro, barista o taglialegna) per
guadagnare denaro.
E se aggiungete ancora un sistema
morale che vi permette tutto, ma proprio tutto, traete da soli le
conclusioni!
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| Il nostro eroe intrattiene la folla. |
Riguardo all'aspetto più ruolistico
del gioco, Albion è un mondo vastissimo e completamente esplorabile,
ricco di pericoli nascosti, tesori da trovare e missioni da
completare.
Queste la maggior parte delle volte
permettono percorsi multipli e scelte che, qualunque cosa farete,
risulteranno spesso esilaranti, oltre ad influenzare in modo radicale
ed irreversibile il mondo.
Aspettatevi dunque dialoghi decisamente
divertenti(che però non sfociano mai in un nonsense esagerato alla
Saints Row, ma fanno ridere grazie a battute intelligenti e magari
qualche doppiosenso) interamente in italiano; se avrete la pazienza
di leggere anche le descrizioni degli oggetti,in un grazioso menù
che li rappresenta tutti con modelli tridimensionali, sarete
ricompensati con ulteriori risate.
La personalizzazione del personaggio
non è da meno. Questo è forse l'aspetto che forse qui trova la sua
maggior espressione e che nel terzo capitolo viene quasi
completamente abbandonato.
Il vostro eroe o eroina, infatti,
cambierà aspetto in base alle vostre azioni durante l'avventura.
Avrete a disposizione due “barre”,
una buono/neutrale/malvagio e l'altra puro/neutrale/corrotto,
combinabili tra loro.
Ecco che un personaggio che sarà
magnanimo verso il prossimo, ma avido, lascivo e disordinato avrà un
certo aspetto, mentre un altro che sarà crudele ma farà in modo che
la sua malvagità non deturpi il suo fisico ne avrà un altro.
Potrete anche impersonare l'incarnazione del male, con tanto di corna
demoniache e cicatrici infuocate, oppure essere un santo, con una
luminosa aureola sulla testa.
Un'altra variabile è come deciderete
di spendere i punti nelle varie abilità e quanto ne farete uso in
battaglia: un personaggio con molta forza risulterà bello spesso,
uno con molta precisione molto alto, uno con molta magia avrà dei
fascinosi tatuaggi magici su tutto il corpo.
Aggiungiamo ancora una miriade di
vestiti e pettinature i cui colori possono essere cambiati a piacere,
il fatto di poter mangiare cibi più o meno sani(e vederne gli
effetti sul vostro corpo), il cane che,oltre ad aiutarvi in battaglia
e durante l'esplorazione, cambia aspetto con voi.
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| Queste sono solo alcune delle cose che potrete fare. Non ci sono limiti né giudizi, tutto sta alla vostra immaginazione. |
Fin qua tutto bene, ma il titolo, per
la sua natura, ha delle caratteristiche che non lo rendono appetibile
a tutti.
Innanzitutto è davvero semplice e, per
un giocatore esperto, arrivare fino alla fine senza mai perdere i
sensi è abbastanza semplice. Inoltre le quest sono guidate da una
linea luminosa sul terreno(rimovibile dal menù), per cui vi basterà
seguirla per completarle(cosa che, se stiamo a vedere c'è anche in
Skyrim...).
Il titolo ha una natura
“sandbox”, nel senso che vi permette di sperimentare qualunque
cosa vi passi per la testa: infatti i vestiti non hanno delle
statistiche e li potrete combinare a piacimento, le armi e le magie
sono molte e tutte esageratamente potenti, la cui scelta è quindi
una questione di preferenze. In questo senso il personaggio cattivo
risulta assai divertente, perché non avrete alcuna limitazione
morale. Da segnalare alcuni cali di frame e qualche rallentamento,
oltre a diversi bug grafici.
Visivamente il titolo sente il peso
degli anni, ma Albion è ancora in grado di offrire scorci davvero
emozionanti, complici anche l'ispiratissima art direction e il
sistema di illuminazione, che rende ogni alba e tramonto davvero
piacevoli all'occhio.
Le musiche risultano azzeccate, con
temi di battaglia che diventano più o meno movimentati e complessi
in base alle vostre prestazioni. Il gioco è inoltre interamente in
italiano e il doppiaggio è di buona fattura anche se con un numero
non proprio altissimo di attori.
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| Uno degli splendidi panorami che il gioco ci pone di fronte, |
Questo, insomma, è Fable II, un gioco
atipico, ma ricco di personalità, che riesce ad essere accessibile a
chiunque oltre ad avere meccaniche non per questo meno profonde.
Un esperienza che risulta più completa che quella del primo capitolo, per ovvi motivi di hardware, e anche più del terzo(che,seppur un ottimo gioco, prenderà una piega più action e di ruolistico rimarrà ben poco, con una personalizzazione del personaggio castrata, minor enfasi sull'esplorazione ecc); per chi si è perso questa magnifica serie, questo senza dubbio è il capitolo della trilogia che esprime meglio i suoi valori.
Dimenticate per un po' i draghi di
Skyrim o la prole oscura di Dragon Age e lasciatevi travolgere da un
mondo ricco e vibrante, in grado di emozionarvi non tanto per la
spettacolarità, ma piuttosto con un semplice e sano divertimento.
Una favola che ancora oggi riesce a strappare più di una
risata(pensate che, prima di recensirlo, l'ho rigiocato per la sesta
volta), a far perdere ore ed ore nella personalizzazione
dell'esperienza di gioco e, seppur con diversi anni alle spalle, a
farvi soffermare ad osservare una nuova alba ad Albion.









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