A cura di Alessandro, dello Staff di Tales Of Nerds.
Innanzitutto una premessa: questa è la mia
personale opinione e non rappresenta in alcun modo quella del resto dello Staff di Tales of Nerds nella sua interezza; probabilmente quanto dirò
lo avrete già letto su qualche altro sito o forum.
In questi ultimi anni,in cui giocare ai
videogiochi è diventato di moda, abbiamo visto il nascere e
diffondersi della nociva abitudine di pubblicare i titoli prima della
fine del loro sviluppo (o prima di un accurato controllo della
qualità del prodotto).
Chi,come me, ha iniziato a giocare molto
tempo fa ( la prima console con cui ho giocato è stato lo SNES:Super
Nintendo Entertainment System) si sarà reso conto che tutte queste
problematiche (relative a bug, glitch, scattering ecc.) non esistevano
negli anni 90 e nei primi anni 2000.
I titoli prima di poter uscire sullo
scaffale del negoziante di fiducia dovevano essere perfetti e non
avere nessun tipo di problema (salvo rare eccezioni ovviamente) in
quanto avrebbero minato indelebilmente la fiducia del consumatore e
l'immagine della software house. Infatti non era possibile applicare
le patch a cui oggi siamo tanto abituati in quanto internet non era
né presente in maniera diffusa sui vari territori né era
sufficientemente potente da poter trasportare una tale quantità di
dati.
I titoli che uscivano infatti (a parte
quelli che erano orribili già in partenza per i più disparati
motivi quali trama o concept ad esempio) erano di ottima qualità e
alcuni di essi sono addirittura passati alla storia.
Cosa è cambiato in appena 10 anni che
ha fatto preferire giochi di qualità inferiore ma sviluppati in
tempi più rapidi a prodotti di migliore fattura ma creati in un arco
temporale più ampio?
Beh iniziamo partendo dal fatto che la
quantità di giocatori è sicuramente aumentata portando a creare
categorie di videogiocatori (dai casual agli hardcore gamer per
citare le più famose) e quindi la fame di novità e di prodotti è
aumentata,sopratutto per titoli legati a determinate serie. Non
dimentichiamo il già citato internet che ha dato la possibilità
agli sviluppatori di correggere le loro creazioni. Questa possibilità
di correggere inizialmente era (ed è tuttora ma solo da rari
producer) usata con la giusta moderazione,eliminando sporadici errori
di codice lasciando praticamente inalterata la qualità del prodotto.
Oggi invece assistiamo a patch in cui non vengono eliminati sporadici
errori di codice ma vengono riscritti da zero intere parti del gioco
(con un peso ovviamente dell'ordine dei gigabyte) mostrando quanto
possano essere pesanti le pressioni dei publisher.
Parliamo proprio di loro,dei publisher,
che sono un'altra causa di questa decadenza della qualità
videoludica grazie alle loro pubblicità milionarie, le promesse mai
mantenute e chi più ne ha più ne metta (si ricordi a titolo
d'esempio titoli come Destiny o Assassin's Creed Unity).
La critica, inoltre, molto spesso non
aiuta, dando voti elevati a giochi che assomigliano spesso più a una
beta o peggio a una alpha invece di mettere in guardia sulla
realizzazione non eccellente del titolo preso in esame.
Ultimi ma non ultimi sono da ricordare
i videogiocatori già citati a inizio articolo che, come falene
attirate dalla luce, a ogni publicità spettacolare e a ogni presunto
leak (fuoriuscita di informazioni riservate) “sbavano” e, senza
porsi troppe domande, comprano il gioco all'uscita, non facendo altro
che permettere la realizzazione di un titolo di medio-bassa qualità
in quanto, troppo accecati dall'hype, non vedranno subito i difetti
del gioco.
Quindi,mi chiederete dopo questa lunga
sfilza di accuse a destra e a manca, cosa può fare il consumatore
per proteggersi? Informarsi.
Prima di tutto, quindi, imparare a
spendere i propri soldi in modo più saggio, magari evitando di
comprare un gioco al day one ma aspettando di aver visto gameplay o
essersi fatti un'idea leggendo una recensione (senza farsi
condizionare troppo da esse).Non sviluppare una inutile frenesia di
giocare, aspettando magari la Game Of The Year Edition,versione quasi
sempre comprensiva di tutte le patch uscite per il titolo scelto, e
infine avere fiducia. Si, continuare ad avere fiducia che gli
sviluppatori e coloro che li pubblicano abbiano abbastanza buon senso
per capire che questa non è la strada giusta da seguire in quanto è
una mancanza di rispetto verso chi dà loro lo stipendio e in un
senso li rispettano e apprezzano.
Infine non farsi abbindolare dalla
pubblicità, ma avere occhio critico e saper distinguere ciò che può
essere di proprio gusto da ciò che è solo di tendenza.
Per concludere faccio un acceso appello
all'oggettività rivolto alla stampa specializzata, che credo
dovrebbe far notare quando un gioco al momento della recensione sia
ingiocabile e magari consigliare di rimandare l'acquisto, guidando il
lettore verso la migliore esperienza videoludica possibile. ”Faro
di speranza”,sotto alcuni punti di vista, è spaziogames.it che a
partire da questi ultimi mesi ha iniziato a recensire i giochi in
modo diverso dal solito. Il voto infatti non sarà più immutabile ma
verrà modificato in corso d'opera sottolineando miglioramenti o
affossamenti.
Questa è, in sintesi la mia personale
opinione, per fortuna abbiamo ancora una certa libertà di azione.
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