giovedì 4 dicembre 2014

Meglio la gallina oggi o l'uovo domani?


A cura di Alessandro, dello Staff di Tales Of Nerds.

Innanzitutto una premessa: questa è la mia personale opinione e non rappresenta in alcun modo quella del resto dello Staff di Tales of Nerds  nella sua interezza; probabilmente quanto dirò lo avrete già letto su qualche altro sito o forum.


In questi ultimi anni,in cui giocare ai videogiochi è diventato di moda, abbiamo visto il nascere e diffondersi della nociva abitudine di pubblicare i titoli prima della fine del loro sviluppo (o prima di un accurato controllo della qualità del prodotto).
Chi,come me, ha iniziato a giocare molto tempo fa ( la prima console con cui ho giocato è stato lo SNES:Super Nintendo Entertainment System) si sarà reso conto che tutte queste problematiche (relative a bug, glitch, scattering ecc.) non esistevano negli anni 90 e nei primi anni 2000.
I titoli prima di poter uscire sullo scaffale del negoziante di fiducia dovevano essere perfetti e non avere nessun tipo di problema (salvo rare eccezioni ovviamente) in quanto avrebbero minato indelebilmente la fiducia del consumatore e l'immagine della software house. Infatti non era possibile applicare le patch a cui oggi siamo tanto abituati in quanto internet non era né presente in maniera diffusa sui vari territori né era sufficientemente potente da poter trasportare una tale quantità di dati.
I titoli che uscivano infatti (a parte quelli che erano orribili già in partenza per i più disparati motivi quali trama o concept ad esempio) erano di ottima qualità e alcuni di essi sono addirittura passati alla storia.
Cosa è cambiato in appena 10 anni che ha fatto preferire giochi di qualità inferiore ma sviluppati in tempi più rapidi a prodotti di migliore fattura ma creati in un arco temporale più ampio?
Beh iniziamo partendo dal fatto che la quantità di giocatori è sicuramente aumentata portando a creare categorie di videogiocatori (dai casual agli hardcore gamer per citare le più famose) e quindi la fame di novità e di prodotti è aumentata,sopratutto per titoli legati a determinate serie. Non dimentichiamo il già citato internet che ha dato la possibilità agli sviluppatori di correggere le loro creazioni. Questa possibilità di correggere inizialmente era (ed è tuttora ma solo da rari producer) usata con la giusta moderazione,eliminando sporadici errori di codice lasciando praticamente inalterata la qualità del prodotto. Oggi invece assistiamo a patch in cui non vengono eliminati sporadici errori di codice ma vengono riscritti da zero intere parti del gioco (con un peso ovviamente dell'ordine dei gigabyte) mostrando quanto possano essere pesanti le pressioni dei publisher.
Parliamo proprio di loro,dei publisher, che sono un'altra causa di questa decadenza della qualità videoludica grazie alle loro pubblicità milionarie, le promesse mai mantenute e chi più ne ha più ne metta (si ricordi a titolo d'esempio titoli come Destiny o Assassin's Creed Unity).
La critica, inoltre, molto spesso non aiuta, dando voti elevati a giochi che assomigliano spesso più a una beta o peggio a una alpha invece di mettere in guardia sulla realizzazione non eccellente del titolo preso in esame.
Ultimi ma non ultimi sono da ricordare i videogiocatori già citati a inizio articolo che, come falene attirate dalla luce, a ogni publicità spettacolare e a ogni presunto leak (fuoriuscita di informazioni riservate) “sbavano” e, senza porsi troppe domande, comprano il gioco all'uscita, non facendo altro che permettere la realizzazione di un titolo di medio-bassa qualità in quanto, troppo accecati dall'hype, non vedranno subito i difetti del gioco.
Quindi,mi chiederete dopo questa lunga sfilza di accuse a destra e a manca, cosa può fare il consumatore per proteggersi? Informarsi.
Prima di tutto, quindi, imparare a spendere i propri soldi in modo più saggio, magari evitando di comprare un gioco al day one ma aspettando di aver visto gameplay o essersi fatti un'idea leggendo una recensione (senza farsi condizionare troppo da esse).Non sviluppare una inutile frenesia di giocare, aspettando magari la Game Of The Year Edition,versione quasi sempre comprensiva di tutte le patch uscite per il titolo scelto, e infine avere fiducia. Si, continuare ad avere fiducia che gli sviluppatori e coloro che li pubblicano abbiano abbastanza buon senso per capire che questa non è la strada giusta da seguire in quanto è una mancanza di rispetto verso chi dà loro lo stipendio e in un senso li rispettano e apprezzano.
Infine non farsi abbindolare dalla pubblicità, ma avere occhio critico e saper distinguere ciò che può essere di proprio gusto da ciò che è solo di tendenza.
Per concludere faccio un acceso appello all'oggettività rivolto alla stampa specializzata, che credo dovrebbe far notare quando un gioco al momento della recensione sia ingiocabile e magari consigliare di rimandare l'acquisto, guidando il lettore verso la migliore esperienza videoludica possibile. ”Faro di speranza”,sotto alcuni punti di vista, è spaziogames.it che a partire da questi ultimi mesi ha iniziato a recensire i giochi in modo diverso dal solito. Il voto infatti non sarà più immutabile ma verrà modificato in corso d'opera sottolineando miglioramenti o affossamenti.
Questa è, in sintesi la mia personale opinione, per fortuna abbiamo ancora una certa libertà di azione.


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