lunedì 10 novembre 2014

"Why a Wii?"-Seconda parte

A cura di Paolo, dello Staff di Tales Of Nerds.

Questi sono solo alcuni dei molti personaggi Nintendo !

Un saluto a tutti ed eccoci alla seconda parte dello speciale “Why a Wii?”.
In questa sezione voglio parlare della filosofia che da sempre ha contraddistinto la casa nipponica, la cosiddetta Nintendo Difference. Questo modo di fare giochi ha permesso fino ad ora di produrre alcuni tra i giochi migliori mai usciti di tutta la storia dei videogame...per il futuro(WiiU e 3ds e oltre) si vedrà, ma per ora sono fiducioso.


La storia delle console Nintendo. In realtà l'azienda
è nata nel 1889 e produceva carte da gioco.
Benché non ci sia nulla di “ufficialmente scritto” , la Nintendo Difference consiste innanzitutto in un meticoloso controllo qualità. Questo vuol dire che non ci sono giochi brutti della Nintendo? Ovviamente no. Vuol dire però che i titoli distribuiti dalla software house escono “completi”, senza le fastidiose patch al day one che adesso stanno diventando sempre più una moda(e che con questa nuova generazione a volte consistono in diversi gigabyte da scaricare). Insomma, aspettare per mesi un gioco, acquistarlo il giorno dell' uscita e poi, una volta a casa, dover aspettare ancora qualche ora perché si aggiorni(altrimenti spesso risulta ingiocabile) è alquanto tedioso.
L'immediatezza era, fino a poco tempo fa, il vantaggio di avere una console fissa: poter comprare il gioco, inserirlo ed iniziare subito a giocare, cosa che col pc non si poteva fare. Ormai questo non è più valido e le differenze tra le nuove console e i personal computer sono sempre più sottili.
Il dubbio più grande però è: “Ma se il gioco non è completo allora perché lo fanno uscire?”.
Lascio a voi la risposta(anche perché non la conosco).

Con la Wii invece gli aggiornamenti sono stati rarissimi, e durante mia esperienza(praticamente dall'uscita ad ora) posso dire di non aver mai scaricato una patch per un gioco di questa console.
Un'ulteriore questione della filosofia Nintendo è quella di non fare uscire il solito titolo annuale con qualche feature aggiuntiva; meglio invece raccogliere le idee, lavorarci sopra a fondo e far uscire qualcosa di nuovo.


Il "Nintendo Seal of Quality". Che significhi,ancora oggi, qualcosa?
In questo senso, il “nuovo” capitolo,per esempio, della serie Zelda, risulta davvero...nuovo, anche perché magari arriva dopo diverso tempo.
A chi non riesce a cogliere la differenza con l'ennesima uscita di un Call of Duty, Battlefield, Assassin's Creed e così via, rispondo dicendo solo una cosa: bisogna avere l'umiltà di mettersi in gioco e fare in modo di provare di persona, senza farsi deviare dai pregiudizi e senza fretta.
Insomma, deve essere chiaro che Nintendo non ha mai voluto seguire le tendenze, anzi, da sempre ha portato avanti le proprie idee. Dal primo controller con analogico mai creato, quello del Nintendo64, alla possibilità di usare quattro pad sul GameCube, all'utilizzo del movimento con la Wii ; e poi ancora il touch screen del Nds, il 3d e infine il “paddone” della WiiU...da sempre ha voluto fornire una forma di intrattenimento differente. 

Le varie console con relativo controller.

L' utilità di queste feature va intesa in modo relativo: nel caso della Wii, l'obiettivo non è copiare i movimenti del polso in scala 1:1, né tantomeno di inserire il movimento in ogni singolo gioco.
L'idea invece è di divertire l'utente (perché alla fine sempre di giochi si tratta) che, per esempio, giocando a uno dei due Zelda usa il WiiRemote come una spada e il Nunchuck come scudo, oltre a mirare con l'arco. Oppure grazie al Wii Motion Plus si può comandare uno scarabeo robot col semplice movimento del polso. 

Ruotando il polso si controlla lo scarabeo. Così si possono attivare interruttori,
trasportare oggetti o esplorare la stanza.

Forse l'esempio più appropriato è però il titolo Wii Music(quasi più un giocattolo che un videogame), dove ci si può divertire a “mimare” i vari strumenti musicali(ce ne sono davvero tanti), in modo tutt'altro che realistico(ma non per questo poco divertenti).
Va precisata una cosa riguardo a queste feature: per Nintendo, e chi da sempre segue le sue serie lo sa bene, produrre un gadget aggiuntivo, come il motion plus, per uno o due giochi è giustificabile.
Ecco che la Wii Balanceboard viene utilizzata per una manciata di titoli , il 3d del 3ds è del tutto opzionale e il touch screen delle varie console portatili e del pad della nuova WiiU sono sfruttati significativamente in pochissimi giochi.  A differenza di altre case produttrici inoltre, fattori come la potenza bruta delle console messe in commercio o il creare titoli dal concept apparentemente complesso, violenti e spettacolari sembrano passare in secondo piano: tutto questo a favore di un gameplay spesso più ispirato, sfaccettato e profondo della media (in fondo stiamo parlando di videogiochi, ed è lecito pensare che la giocabilità dovrebbe esserne il punto centrale).
Un appunto riguardo alla violenza nei videogiochi e sul fatto che, molte vole, i titoli Nintendo vengano bollati come "da bambini": senza addentrarci in questioni morali o filosofiche (pur essendoci diverse ricerche che testimoniano che la continua esposizione a violenza o nudità parziale presenti nei videogames -ma anche, e in maniera maggiore, in televisione- non siano esattamente una buona cosa...) , siamo davvero sicuri che il binomio contenuti adulti=maggior coinvolgimento e divertimento sia vero? Se così fosse allora potremmo dire che un film dello Studio Ghibli sia meno profondo o emozionante dell'ultimo Fast and Furious...cosa che di fatto è ben lontana dalla realtà. Lascio a voi ulteriori considerazioni su questa faccenda.
Tornando all'argomento proprio di quest'articolo, avendo un supporto assai minore da parte delle suddette "terze parti", avere una console Nintendo spesso si traduce in un parco titoli relativamente ristretto quantitativamente, ma ampio a livello qualitativo: meglio poco ma buono insomma.


                                                                  la prima parte però resta la migliore

L'impressione, nel cimentarsi nei molti titoli Nintendo, è forse quella di tornare bambini, quando un gioco era solamente un gioco, e avere di fronte qualcosa di così semplice da riusce a stupire.

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