La serie
“Tales Of” negli ultimi 3 anni ha riscosso un successo sempre maggiore forte
degli ottimi “Xillia” e del superbo “Vesperia”. Bandai Namco, casa sviluppatrice
della serie, ha annunciato, poco dopo l’uscita di “Tales Of Xillia 2” in
Italia, lo sviluppo di un nuovo capitolo del famoso franchise, “Tales Of
Zestiria”.
Bandai Namco
insieme allo studio di produzione Ufotable (sempre siano lodati) hanno realizzato
un OAV della durata di circa 45 minuti proprio su questo nuovo titolo in uscita
e che recensirò in questo articolo.
-COMPARTO
GRAFICO-
Parto
premettendo che ho sempre apprezzato la cura e lo stile con cui lo studio
Ufotable si approccia ai suoi progetti. Questa cura dei dettagli, la
meticolosità con cui lavorano e il meraviglioso impatto grafico dei loro lavori
che li hanno resi famosi è possibile ritrovarli anche nel loro ultimo lavoro,
questo OAV di Tales Of Zestiria: L’alba del Monaco (traduzione di Doushi No
Yoake).
Lo stile che
è stato usato nella creazione di quest’opera è realistica con un ottimo studio
delle proporzioni dei vari personaggi ma soprattutto degli scenari in cui
avvengono le avventure dei personaggi. I fondali non sono più statici con i
personaggi che vi “nuotano” all’interno ma anzi pulsano di vera vita
mostrandosi importanti sia per la caratterizzazione della storia che dei
Protagonisti. Bisogna precisare però che questo cortometraggio tuttavia non si
sa a che punto della storia andrà a collocarsi (presumibilmente nelle prime ore
di gioco) e mostra ben pochi personaggi (3 protagonisti principali, un
antagonista e gli abitanti di un villaggio) e ambientazioni, le quali tuttavia
come già sottolineato in precedenza si mostrano ben curate e da ogni tipo di
angolazione.
La
caratterizzazione di ogni tipo di vestito (o equipaggiamento) e di coloro che
quei vestiti li indossa, è fatta magistralmente mostrando come il character
designer non solo abbia tenuto conto della personalità dell’indossatore ma
anche del suo paese di origine (cosa che, come già spoilerato da Hideo Baba,
sarà importante anche all’interno del gioco). Infatti per citare un esempio, i
vestiti di Sorey saranno molto più semplici e rozzi di quelli di Alisha, in
quanto essa non solo è di ceto sociale elevato ma proviene anche dalla capitale
dell’impero.
Quindi,
unica nota negativa in questo mondo di cura e bellezza artistica, risiede nel
fatto che molta della potenza artistica sopra citata viene sprecata mostrando
solo raramente i personaggi e il paesaggio nella loro interezza ma offrendo
quasi esclusivamente scorci (dei paesaggi) o mezzi piani (delle persone).
Inoltre (proprio per essere pignoli) quando la scena si sposta verso location
ampie, la qualità dei disegni cala mostrandosi un po’ più frettoloso e meno
curato. Tuttavia si tratta di casi rari e difficili da notare, tranquilli.
La qualità
del comparto visivo dunque è elevatissima tanto da far sfigurare i precedenti
lavori dello studio sulla serie “Tales Of” proiettandoci in un avventura
fantasy tanto bella da giocare quanto da vedere
-COMPARTO
SONORO-
I titoli
della serie “Tales Of” hanno sempre fatto discutere per la perdita del
doppiaggio giapponese durante la fase di traduzione quindi sarebbe stato per me
complesso discutere delle voci di personaggi che tanto sarebbero cambiate
inevitabilmente nel gioco finale. Tuttavia, la magnanima Bandai Namco
(ovviamente sapendo che avrei recensito il suo OAV) ha deciso, almeno per
questo capitolo, di tenere un doppio audio per il suo gioco e quindi il nostro
problema svanisce.
Le musiche
di sottofondo si mostrano come sempre coerenti con la scena, anzi, studiata in
modo tale da riuscire ad aumentare il pathos delle situazioni più emozionanti e
l’adrenalina in quelle più movimentate. Vengono mischiati diversi generi,
dall’epico al classico per arrivare al pop, come di consueto per la saga che,
anche grazie a questa mescolanza di generi riesce a mantenere la freschezza e
la vitalità, marchio di fabbrica della serie.
Le voci dei personaggi
sono scelte con cura, si dimostrano simili al carattere del personaggio
(mostrando per altro una grande abilità dei doppiatori) e non si dimostrano una
preponderante rispetto all’altra. Non mi resta che sperare dunque che i
doppiatori e il doppiaggio segua il lavoro di quello fatto in questo OAV.
-DIALOGHI E
TRAMA-
La storia ha
per protagonista Sorey, un umano che fin da piccolo riesce a vedere la famiglia
dei divini, una misteriosa tribù capace di manipolare le forze della natura e
che per questo è oggetto di culto. La sua forza spirituale è tale da fargli
ottenere il leggendario titolo di Monaco. Insieme al cavaliere Alisha e ai suoi
compagni divini dovrà scacciare le impurità generate dall'animo umano,
incarnatesi nei mostruosi Hyouma.
La sinossi
della trama potrà sembrare molto semplicistica e simile a molti di quella di
altri JRPG, tuttavia mostra una profondità e una cura per i dettagli mancante
in altri titoli rivali.
I fattori
che secondo me hanno portato alla ribalta la serie già troppe volte citata sono
l’immediatezza e la freschezza che provengono dalla trama unita alla profondità
di ogni tipo di meccanica utilizzata nel gioco. Infatti la campagna principale
pur basandosi su basi semplici e già abusate, non scade mai nella banalità, riuscendo
sempre a proporre qualcosa di nuovo oltre che a farci amare i suoi personaggi.
Anche per questo OAV troviamo i fattori sopra citati della serie che, dopo il
mezzo disastro di “Xillia 2”, ritorna in grande stile mostrando di cosa è
capace.
Se vi state
chiedendo perché reputo un mezzo disastro lo Xillia 2 vi rispondo subito. Lo
reputo tale in quanto per quel capitolo, oltre al fatto che si è scelto di
abbandonare l’immediatezza della trama per una maggiore ma allo stesso tempo
inutile complessità, le novità introdotte, per quanto riguarda i personaggi già
ripresi e il tanto agognato sistema di scelte, si sono rivelate molto fragili
oltre che irrisorie. Da aggiungersi ci sarebbe anche il fatto che Bandai Namco
ha anche evitato di inserire scene molto richieste dai giocatori, come il bacio
tra Jude e Milla, ma non dilunghiamoci su questo argomento.
I dialoghi
come la trama, ci immergono subito nel mondo di gioco, dando inizialmente per
scontati (anzi direi più naturali) il significato di alcuni concetti, salvo poi
spiegarli tramite flashback ben studiati e strutturati. I rapporti tra i
personaggi, approfonditi tramite dialoghi, si dimostrano coerenti agli eventi
appena accaduti, rimanendo fedeli a un tipo di dialogo vicino a una ipotetica
realtà. Fortunatamente anche con i dialoghi non si scade nella banalità, in cliché
stupidi né tantomeno nella eccessiva prolissità.
-GIUDIZIO
GLOBALE-
In
conclusione il prodotto recensito è di una qualità straordinaria, superiore
perfino a molte produzioni anime, mostrando chiaramente cosa ha reso famosa la
serie “Tales Of” e dandoci un assaggio del prossimo “Tales Of Zestiria”. Il
gioco, se si baserà su queste promesse, sarà da acquisto al Day One. Siamo
infatti di fronte a un livello artistico, sonoro e di scrittura altissimo
dunque l’unica cosa che posso dire per evitare di dilungarmi è “guardatelo,
merita veramente tanto”.
Come sempre,
se lo avete visto ditemi anche la vostra impressione sia sull’OAV che su “Tales
Of Xillia 2”.
Un saluto
dallo staff di Tales Of Nerds.



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