lunedì 13 aprile 2015

Recensione- Tales Of Zestiria: Doushi No Yoake

A cura di Alessandro dello staff di Tales Of Nerds

La serie “Tales Of” negli ultimi 3 anni ha riscosso un successo sempre maggiore forte degli ottimi “Xillia” e del superbo “Vesperia”. Bandai Namco, casa sviluppatrice della serie, ha annunciato, poco dopo l’uscita di “Tales Of Xillia 2” in Italia, lo sviluppo di un nuovo capitolo del famoso franchise, “Tales Of Zestiria”.
Bandai Namco insieme allo studio di produzione Ufotable (sempre siano lodati) hanno realizzato un OAV della durata di circa 45 minuti proprio su questo nuovo titolo in uscita e che recensirò in questo articolo.
-COMPARTO GRAFICO-

Parto premettendo che ho sempre apprezzato la cura e lo stile con cui lo studio Ufotable si approccia ai suoi progetti. Questa cura dei dettagli, la meticolosità con cui lavorano e il meraviglioso impatto grafico dei loro lavori che li hanno resi famosi è possibile ritrovarli anche nel loro ultimo lavoro, questo OAV di Tales Of Zestiria: L’alba del Monaco (traduzione di Doushi No Yoake).
Lo stile che è stato usato nella creazione di quest’opera è realistica con un ottimo studio delle proporzioni dei vari personaggi ma soprattutto degli scenari in cui avvengono le avventure dei personaggi. I fondali non sono più statici con i personaggi che vi “nuotano” all’interno ma anzi pulsano di vera vita mostrandosi importanti sia per la caratterizzazione della storia che dei Protagonisti. Bisogna precisare però che questo cortometraggio tuttavia non si sa a che punto della storia andrà a collocarsi (presumibilmente nelle prime ore di gioco) e mostra ben pochi personaggi (3 protagonisti principali, un antagonista e gli abitanti di un villaggio) e ambientazioni, le quali tuttavia come già sottolineato in precedenza si mostrano ben curate e da ogni tipo di angolazione.
La caratterizzazione di ogni tipo di vestito (o equipaggiamento) e di coloro che quei vestiti li indossa, è fatta magistralmente mostrando come il character designer non solo abbia tenuto conto della personalità dell’indossatore ma anche del suo paese di origine (cosa che, come già spoilerato da Hideo Baba, sarà importante anche all’interno del gioco). Infatti per citare un esempio, i vestiti di Sorey saranno molto più semplici e rozzi di quelli di Alisha, in quanto essa non solo è di ceto sociale elevato ma proviene anche dalla capitale dell’impero.
Quindi, unica nota negativa in questo mondo di cura e bellezza artistica, risiede nel fatto che molta della potenza artistica sopra citata viene sprecata mostrando solo raramente i personaggi e il paesaggio nella loro interezza ma offrendo quasi esclusivamente scorci (dei paesaggi) o mezzi piani (delle persone). Inoltre (proprio per essere pignoli) quando la scena si sposta verso location ampie, la qualità dei disegni cala mostrandosi un po’ più frettoloso e meno curato. Tuttavia si tratta di casi rari e difficili da notare, tranquilli.
La qualità del comparto visivo dunque è elevatissima tanto da far sfigurare i precedenti lavori dello studio sulla serie “Tales Of” proiettandoci in un avventura fantasy tanto bella da giocare quanto da vedere

-COMPARTO SONORO-
I titoli della serie “Tales Of” hanno sempre fatto discutere per la perdita del doppiaggio giapponese durante la fase di traduzione quindi sarebbe stato per me complesso discutere delle voci di personaggi che tanto sarebbero cambiate inevitabilmente nel gioco finale. Tuttavia, la magnanima Bandai Namco (ovviamente sapendo che avrei recensito il suo OAV) ha deciso, almeno per questo capitolo, di tenere un doppio audio per il suo gioco e quindi il nostro problema svanisce.
Le musiche di sottofondo si mostrano come sempre coerenti con la scena, anzi, studiata in modo tale da riuscire ad aumentare il pathos delle situazioni più emozionanti e l’adrenalina in quelle più movimentate. Vengono mischiati diversi generi, dall’epico al classico per arrivare al pop, come di consueto per la saga che, anche grazie a questa mescolanza di generi riesce a mantenere la freschezza e la vitalità, marchio di fabbrica della serie.
Le voci dei personaggi sono scelte con cura, si dimostrano simili al carattere del personaggio (mostrando per altro una grande abilità dei doppiatori) e non si dimostrano una preponderante rispetto all’altra. Non mi resta che sperare dunque che i doppiatori e il doppiaggio segua il lavoro di quello fatto in questo OAV.

-DIALOGHI E TRAMA-

La storia ha per protagonista Sorey, un umano che fin da piccolo riesce a vedere la famiglia dei divini, una misteriosa tribù capace di manipolare le forze della natura e che per questo è oggetto di culto. La sua forza spirituale è tale da fargli ottenere il leggendario titolo di Monaco. Insieme al cavaliere Alisha e ai suoi compagni divini dovrà scacciare le impurità generate dall'animo umano, incarnatesi nei mostruosi Hyouma.
La sinossi della trama potrà sembrare molto semplicistica e simile a molti di quella di altri JRPG, tuttavia mostra una profondità e una cura per i dettagli mancante in altri titoli rivali.
I fattori che secondo me hanno portato alla ribalta la serie già troppe volte citata sono l’immediatezza e la freschezza che provengono dalla trama unita alla profondità di ogni tipo di meccanica utilizzata nel gioco. Infatti la campagna principale pur basandosi su basi semplici e già abusate, non scade mai nella banalità, riuscendo sempre a proporre qualcosa di nuovo oltre che a farci amare i suoi personaggi. Anche per questo OAV troviamo i fattori sopra citati della serie che, dopo il mezzo disastro di “Xillia 2”, ritorna in grande stile mostrando di cosa è capace.
Se vi state chiedendo perché reputo un mezzo disastro lo Xillia 2 vi rispondo subito. Lo reputo tale in quanto per quel capitolo, oltre al fatto che si è scelto di abbandonare l’immediatezza della trama per una maggiore ma allo stesso tempo inutile complessità, le novità introdotte, per quanto riguarda i personaggi già ripresi e il tanto agognato sistema di scelte, si sono rivelate molto fragili oltre che irrisorie. Da aggiungersi ci sarebbe anche il fatto che Bandai Namco ha anche evitato di inserire scene molto richieste dai giocatori, come il bacio tra Jude e Milla, ma non dilunghiamoci su questo argomento.
I dialoghi come la trama, ci immergono subito nel mondo di gioco, dando inizialmente per scontati (anzi direi più naturali) il significato di alcuni concetti, salvo poi spiegarli tramite flashback ben studiati e strutturati. I rapporti tra i personaggi, approfonditi tramite dialoghi, si dimostrano coerenti agli eventi appena accaduti, rimanendo fedeli a un tipo di dialogo vicino a una ipotetica realtà. Fortunatamente anche con i dialoghi non si scade nella banalità, in cliché stupidi né tantomeno nella eccessiva prolissità.

-GIUDIZIO GLOBALE-
In conclusione il prodotto recensito è di una qualità straordinaria, superiore perfino a molte produzioni anime, mostrando chiaramente cosa ha reso famosa la serie “Tales Of” e dandoci un assaggio del prossimo “Tales Of Zestiria”. Il gioco, se si baserà su queste promesse, sarà da acquisto al Day One. Siamo infatti di fronte a un livello artistico, sonoro e di scrittura altissimo dunque l’unica cosa che posso dire per evitare di dilungarmi è “guardatelo, merita veramente tanto”.
Come sempre, se lo avete visto ditemi anche la vostra impressione sia sull’OAV che su “Tales Of Xillia 2”.
Un saluto dallo staff di Tales Of Nerds.


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