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| Il viaggio verso l'occidente |
Piattaforme: Xbox360,PS3, PC
Genere: Action-Adventure
Sviluppatore: Ninja Theory
Distributore: Namco Bandai
Data di uscita: 7 ottobre
2010(Disponibile)
"Un titolo che consiglio caldamente a chiunque , soprattutto per chi crede che il videogioco possa essere considerato una forma d'arte, qualcosa capace anche di insegnare ed emozionare.
Perché è questo che riesce a fare Enslaved, vi condurrà in un viaggio che vi farà riflettere su cosa significa essere liberi."A cura di Paolo, dello Staff di Tales Of Nerds
Siamo ormai approdati alla next-gen di
videogiochi, abbiamo raggiunto vette grafiche senza precedenti,
titoli che visivamente sembrano dei film, sistemi di controllo che
non necessitano neppure di un pad e giochi rumorosi e frenetici in
grado di esaltare lo spettatore.
Eppure già da un po' sembra venire a
mancare una certa originalità nei prodotti, che sempre più spesso
riescono a divertire sul momento ,ma difficilmente lasciano il segno,
quell'impronta emozionale che in futuro li farà ricordare con
nostalgia.
In un periodo in cui sembra contare
più stupire che emozionare, certi giochi come ICO, Shadow of the
Colossus e Okami ,per dirne alcuni, sembrano lontani, e la loro
poesia ormai una litania da più nessuno ascoltata.
Capita però che escano dei titoli,
delle piccole perle, che vengono ignorati dalla maggior parte degli
utenti(ma non dalla critica e da chi si tiene informato), perché
meno pubblicizzati o per la breve longevità.
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| Ideas and Inspiration Trailer |
Enslaved è uno di questi, un
capolavoro realizzato da un connubio di menti artistiche.
La trama , tratta dal romanzo Il
viaggio verso l'occidente, vi vedrà nei panni di Monkey, un'
individuo corpulento, agile e abile nel combatimento che si ritroverà
a suo malgrado intrappolato in una nave di schiavisti. Un'eplosione
lo libererà e, nel dirigersi verso l'unica scialuppa di salvataggio,
la troverà già occupata da una ragazza , dai grandi occhi verdi e i
capelli rossi, che ,senza troppe parole, la farà partire con lui
all'esterno. Dopo un traumatico risveglio però , si ritroverà sulla
testa una strana fascia, messa appunto dalla ragazza. Trip, questo è
il suo nome, potrà impartirgli degli ordini grazie a questa e, se
non obbedirete, partiranno dolorosissime scariche elettriche.
La condizione per liberarsi da questa
alquanto fastidiosa condizione è riaccompagnare la ragazza dalla sua
famiglia.
Questa è la premessa alla trama di
Enslaved, ma non lasciatevi trarre in inganno: il suo sviluppo è
tutt'altro che banale e il progressivo formarsi un legame tra i due
muterà profondamente i vostri sentimenti.
Se infatti inizialmente troverete la
ragazza alquanto irritante con le sue continue richieste, presto
inizierete a conoscerla, ad apprezzare il gioco di squadra, ad averne
fiducia. Per poi infine capirne le motivazioni e vi affezionerete a
quei grandi occhi verdi, tanto che la schiavitù inizialmente imposta
diventerà un atto di volontà.
Il gameplay ruota anch'esso intorno ai
due comprimari: in modo simile a ICO, dovrete aiutare la giovane Trip
nel suo viaggio.
La ragazza non è in grado di
affrontare da sola i pericoli che si presenteranno durante il
viaggio: a voi dunque il compito di liberare la zona dai mech nemici,
affrontare sezioni platform per creare passaggi utilizzabili anche da
lei, aiutarla ad attraversare dirupi e così via.
Inizialmente l'aiuterete perché non
potrete fare altrimenti, ma ben presto vi renderete conto di quanto
sia essenziale.
Grazie alla fascia infatti potrete
vedere la vostra barra della salute, dello scudo e l'obiettivo da
raggiungere(un modo molto elegante per inserire l'interfaccia),
scansionare la zona in cerca di nemici e tenervi sempre in contatto
con la ragazza.
Questa infine potrà esservi utile
anche distraendo i mech con un ologramma, permettendovi di agire
indisturbati.
Le varie sezioni del gioco sono
essenzialmente di due tipi: quelle in cui affronterete i nemici e
quelle platform e di risoluzione di enigmi ambientali.
Il sistema di combattimento è simile a
quello visto nel recente Devil May Cry, ma adeguatamente
semplificato: avrete a disposizione un tasto per gli attacchi leggeri
e uno per quelli pesanti, la possibilità di parare e schivare, un'
attacco caricato in grado di paralizzare i nemici e ancora la
possibilità di sparare dei proiettili a distanza. Una volta
sviluppato il personaggio a dovere avrete a disposizione una serie di
chicche capaci di rendere il tutto divertente e appetibile e di
reggersi bene fino alla fine senza stancare.
Le sezioni platform invece vedono
Monkey arrampicarsi da un punto a un altro tramite la semplice
pressione del tasto A(o X per Ps3), una soluzione volutamente
semplicistica in cui il fulcro sta nel tempismo dei salti, per
evitare le trappole e nello spremere le meningi per risolvere gli
enigmi ambientali o trovare la strada giusta.
Il sapiente alternarsi di scontri e
acrobazie permette al gioco di divertire per tutta la sua durata e
avrete la sensazione che il gioco vi mandi contro dei nemici
esattamente quando avrete voglia di “picchiare qualcuno” e
,viceversa , vi faccia rilassare con le sessioni platform nel momento
giusto, grazie ad una narrazione di prim'ordine che vi farà a volte
arrabbiare, a volte rimanere a bocca aperta, a volte commuovere o
semplicemente pensare.
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| Debut trailer |
Graficamente il gioco utilizza l'Unreal
Engine III e, anche se le texture non sono di una qualità
sbalorditiva, riuscirà a lasciarvi a bocca aperta grazie
all'incredibile direzione artistica.
Il titolo è stato realizzato con
filmati co-diretti da Andy Serkis(Il Signore degli Anelli, King
Kong), che inoltre presta la sua voce, e le sue movenze, al protagonista(da ascoltare
quindi rigorosamente in lingua inglese originale), con dialoghi
co-scritti da Alex Garland(The Beach, 28 giorni dopo) e con una
colonna sonora ad opera di Nitin Sawhney che accompagna egregiamente
tutta l'avventura.
Un lavoro quindi proveniente dalle
menti di persone con una notevole esperienza e senso artistico, che
diventa poesia.
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| Behind the Game: Music and Audio |
E questo lo rende un titolo
indimenticabile.
Durante il vostro viaggio verso l'
occidente sarete messi di fronte a un mondo devastato, logorato da
una sviluppo andato oltre ogni limite etico, ma che nulla ha potuto
contro la forza della natura, che si impone ancora una volta come per
punire l'uomo che, ubriaco della fiducia nella razionalità e nella
tecnologia, ha tentato di dominarla.
E tutto vi sembrerà coperto da
sfumature multicolore: nessuno vi dirà cosa è accaduto al mondo,
nessuno vi dirà chi sono questi schiavisti...oppure quanto faticosa
possa esser stata la vita della ragazza fino a quel momento,
costantemente minacciata da un pericolo da cui incapace di
difendersi, o infine di come possa essere vissuto Monkey, un personaggio che non è né un tutt'uno con la natura, né integrato nella società...senza neppure un nome.
Non vi saranno date risposte, le
dovrete cercare da soli e verranno fuori in modo spontaneo dal modo
in cui il titolo saprà emozionarvi.
L'unica pecca riscontrata, se così si può chiamare, è che il viaggio prima o poi finirà e probabilmente ne vorrete ancora.
Un elogio ancora va al finale, che
mantenendosi in una grigia neutralità regala un'ultima riflessione
su come l'uomo debba vivere la sua condizione umana per l' appunto;
oltre ad essere una bella interpretazione del romanzo da cui è
tratto.
Un titolo consigliato caldamente a
chiunque , soprattutto per chi crede che il videogioco possa essere
considerato una forma d'arte, qualcosa che è capace anche di
insegnare ed emozionare.
Perché è questo che riesce a fare
Enslaved, a condurvi in un viaggio che vi farà riflettere su cosa
significa essere liberi.





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