martedì 16 settembre 2014

[Perle Nascoste]-Enslaved: Odyssey to the west

Il viaggio verso l'occidente
Piattaforme: Xbox360,PS3, PC
Genere: Action-Adventure
Sviluppatore: Ninja Theory
Distributore: Namco Bandai
Data di uscita: 7 ottobre 2010(Disponibile)

"Un titolo che consiglio caldamente a chiunque , soprattutto per chi crede che il videogioco possa essere considerato una forma d'arte, qualcosa capace anche di insegnare ed emozionare.
Perché è questo che riesce a fare Enslaved, vi condurrà in un viaggio che vi farà riflettere su cosa significa essere liberi."

A cura di Paolo, dello Staff di Tales Of Nerds

Siamo ormai approdati alla next-gen di videogiochi, abbiamo raggiunto vette grafiche senza precedenti, titoli che visivamente sembrano dei film, sistemi di controllo che non necessitano neppure di un pad e giochi rumorosi e frenetici in grado di esaltare lo spettatore.
Eppure già da un po' sembra venire a mancare una certa originalità nei prodotti, che sempre più spesso riescono a divertire sul momento ,ma difficilmente lasciano il segno, quell'impronta emozionale che in futuro li farà ricordare con nostalgia.
In un periodo in cui sembra contare più stupire che emozionare, certi giochi come ICO, Shadow of the Colossus e Okami ,per dirne alcuni, sembrano lontani, e la loro poesia ormai una litania da più nessuno ascoltata.
Capita però che escano dei titoli, delle piccole perle, che vengono ignorati dalla maggior parte degli utenti(ma non dalla critica e da chi si tiene informato), perché meno pubblicizzati o per la breve longevità.
Ma noi siamo qua apposta per farveli conoscere.
Ideas and Inspiration Trailer
Enslaved è uno di questi, un capolavoro realizzato da un connubio di menti artistiche.
La trama , tratta dal romanzo Il viaggio verso l'occidente, vi vedrà nei panni di Monkey, un' individuo corpulento, agile e abile nel combatimento che si ritroverà a suo malgrado intrappolato in una nave di schiavisti. Un'eplosione lo libererà e, nel dirigersi verso l'unica scialuppa di salvataggio, la troverà già occupata da una ragazza , dai grandi occhi verdi e i capelli rossi, che ,senza troppe parole, la farà partire con lui all'esterno. Dopo un traumatico risveglio però , si ritroverà sulla testa una strana fascia, messa appunto dalla ragazza. Trip, questo è il suo nome, potrà impartirgli degli ordini grazie a questa e, se non obbedirete, partiranno dolorosissime scariche elettriche.
La condizione per liberarsi da questa alquanto fastidiosa condizione è riaccompagnare la ragazza dalla sua famiglia.
Questa è la premessa alla trama di Enslaved, ma non lasciatevi trarre in inganno: il suo sviluppo è tutt'altro che banale e il progressivo formarsi un legame tra i due muterà profondamente i vostri sentimenti.
Se infatti inizialmente troverete la ragazza alquanto irritante con le sue continue richieste, presto inizierete a conoscerla, ad apprezzare il gioco di squadra, ad averne fiducia. Per poi infine capirne le motivazioni e vi affezionerete a quei grandi occhi verdi, tanto che la schiavitù inizialmente imposta diventerà un atto di volontà.

Il gameplay ruota anch'esso intorno ai due comprimari: in modo simile a ICO, dovrete aiutare la giovane Trip nel suo viaggio.
La ragazza non è in grado di affrontare da sola i pericoli che si presenteranno durante il viaggio: a voi dunque il compito di liberare la zona dai mech nemici, affrontare sezioni platform per creare passaggi utilizzabili anche da lei, aiutarla ad attraversare dirupi e così via.
Inizialmente l'aiuterete perché non potrete fare altrimenti, ma ben presto vi renderete conto di quanto sia essenziale.
Grazie alla fascia infatti potrete vedere la vostra barra della salute, dello scudo e l'obiettivo da raggiungere(un modo molto elegante per inserire l'interfaccia), scansionare la zona in cerca di nemici e tenervi sempre in contatto con la ragazza.
Questa infine potrà esservi utile anche distraendo i mech con un ologramma, permettendovi di agire indisturbati.
Le varie sezioni del gioco sono essenzialmente di due tipi: quelle in cui affronterete i nemici e quelle platform e di risoluzione di enigmi ambientali.
Il sistema di combattimento è simile a quello visto nel recente Devil May Cry, ma adeguatamente semplificato: avrete a disposizione un tasto per gli attacchi leggeri e uno per quelli pesanti, la possibilità di parare e schivare, un' attacco caricato in grado di paralizzare i nemici e ancora la possibilità di sparare dei proiettili a distanza. Una volta sviluppato il personaggio a dovere avrete a disposizione una serie di chicche capaci di rendere il tutto divertente e appetibile e di reggersi bene fino alla fine senza stancare.
Le sezioni platform invece vedono Monkey arrampicarsi da un punto a un altro tramite la semplice pressione del tasto A(o X per Ps3), una soluzione volutamente semplicistica in cui il fulcro sta nel tempismo dei salti, per evitare le trappole e nello spremere le meningi per risolvere gli enigmi ambientali o trovare la strada giusta.
Il sapiente alternarsi di scontri e acrobazie permette al gioco di divertire per tutta la sua durata e avrete la sensazione che il gioco vi mandi contro dei nemici esattamente quando avrete voglia di “picchiare qualcuno” e ,viceversa , vi faccia rilassare con le sessioni platform nel momento giusto, grazie ad una narrazione di prim'ordine che vi farà a volte arrabbiare, a volte rimanere a bocca aperta, a volte commuovere o semplicemente pensare.
Debut trailer
Graficamente il gioco utilizza l'Unreal Engine III e, anche se le texture non sono di una qualità sbalorditiva, riuscirà a lasciarvi a bocca aperta grazie all'incredibile direzione artistica.
Il titolo è stato realizzato con filmati co-diretti da Andy Serkis(Il Signore degli Anelli, King Kong), che inoltre presta la sua voce, e le sue movenze,  al protagonista(da ascoltare quindi rigorosamente in lingua inglese originale), con dialoghi co-scritti da Alex Garland(The Beach, 28 giorni dopo) e con una colonna sonora ad opera di Nitin Sawhney che accompagna egregiamente tutta l'avventura.
Un lavoro quindi proveniente dalle menti di persone con una notevole esperienza e senso artistico, che diventa poesia.
Behind the Game: Music and Audio
E questo lo rende un titolo indimenticabile.
Durante il vostro viaggio verso l' occidente sarete messi di fronte a un mondo devastato, logorato da una sviluppo andato oltre ogni limite etico, ma che nulla ha potuto contro la forza della natura, che si impone ancora una volta come per punire l'uomo che, ubriaco della fiducia nella razionalità e nella tecnologia, ha tentato di dominarla.
E tutto vi sembrerà coperto da sfumature multicolore: nessuno vi dirà cosa è accaduto al mondo, nessuno vi dirà chi sono questi schiavisti...oppure quanto faticosa possa esser stata la vita della ragazza fino a quel momento, costantemente minacciata da un pericolo da cui incapace di difendersi, o infine di come possa essere vissuto Monkey, un personaggio che non è né un tutt'uno con la natura, né integrato nella società...senza neppure un nome.
Non vi saranno date risposte, le dovrete cercare da soli e verranno fuori in modo spontaneo dal modo in cui il titolo saprà emozionarvi.
L'unica pecca riscontrata, se così si può chiamare, è che il viaggio prima o poi finirà e probabilmente ne vorrete ancora. 
Un elogio ancora va al finale, che mantenendosi in una grigia neutralità regala un'ultima riflessione su come l'uomo debba vivere la sua condizione umana per l' appunto; oltre ad essere una bella interpretazione del romanzo da cui è tratto.

Un titolo consigliato caldamente a chiunque , soprattutto per chi crede che il videogioco possa essere considerato una forma d'arte, qualcosa che è capace anche di insegnare ed emozionare.
Perché è questo che riesce a fare Enslaved, a condurvi in un viaggio che vi farà riflettere su cosa significa essere liberi.

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