giovedì 8 ottobre 2015

NIER: Un grido silenzioso nel mondo dei videogiochi- Parte 1

A cura di Paolo, dello staff di Tales of Nerds.

Molto spesso ci lamentiamo di quanto i videogiochi siano ormai diventati simili tra loro, di quanto le idee ormai scarseggino e , ancora di più, di quanto manchi il coraggio di apportare qualcosa di nuovo a questo media.
I due "Nier", delle versioni Gestalt e Replicant del gioco.
Oggi però vi voglio dire una cosa che può sembrare impopolare o scomoda: ce lo meritiamo.
Perché, se quando esce un titolo un po' diverso, che magari richiede del tempo per essere compreso, questo viene subito attaccato. Sia dalla critica che da noi utenti.
Questo, in breve, è ciò che accadde a Nier nel 2010, ben cinque anni fa. All'uscita infatti, il titolo venne bollato come mediocre, per via del suo comparto tecnico e del gameplay, trascurando bellamente, a quanto pare, sia la componente narrativa, sia il fatto che quelli che sono stati visti come difetti hanno in realtà una motivazione di esistere. Per il comparto tecnico, semplicemente ai Cavia vennero dati due soldi per sviluppare il titolo, riuscendo tra l'altro a fare miracoli (andate a sentirvi la colonna sonora su Youtube, fatevi questo favore). Per il gameplay invece...è volutamente così. E qui entra in gioco la figura che sta dietro a questo gioco, che per me è un capolavoro: Yoko Taro.
Lo sceneggiatore giapponese è infatti famoso per il suo estro particolare: quello di Taro non è di certo un titolo che può essere giocato come la maggior parte di quelli in commercio; richiede infatti intelligenza, pazienza e una certa apertura mentale per essere compreso appieno. Il suo è al contempo un ruggito contro quello che sono divenuti i videogames oggi, soprattutto i j-rpg, e una grande, enorme, provocazione verso il giocatore. Non dimenticate mai questo piccolo particolare.
In questo articolo vi racconterò quella che è stata la mia esperienza nel giocare questo capolavoro. In particolare, in questa prima parte parlerò principalmente della trama (se la conoscete già, passate direttamente alla seconda).
Sarà quindi sostanzialmente un grande spoiler. Se mai avete intenzione di giocarlo (e non posso che consigliarvelo), continuate a leggere a vostro rischio!
Partiamo dunque dall'inizio...
Avviate il gioco...vi viene richiesto di dare un nome al personaggio. Lo fate, senza preoccuparvi perché è un semplice videogioco (per comodità chiameremo il protagonista Nier). Parte una scena dove vi trovate in un negozietto in una città in rovina completamente innevata...d'estate. Il protagonista parla con sua figlia Yonah ed è chiamato “???”. E qui ci dobbiamo fermare, perché già nella scena iniziale Yoko Taro inizia a provocare il giocatore: di sicuro avete visto qualche video, trailer o materiali vari su internet, o anche solo il video che compare quando avviate il disco...e sapete che c'è un protagonista, un uomo nerboruto di mezz'età, che usa un libro magico per combattere. Ed ecco che Taro vi “sbatte in faccia” la verità, sapendo che voi, prigionieri dei vostri pregiudizi e delle vostre conoscenze, la ignorerete bellamente: l'uomo non è il vostro Nier, ed è chiaramente esplicitato, ma voi non ci farete caso... lo accompagna un libro, ma è differente da quello che utilizzerete voi nell'avventura, ha la copertina bianca anziché nera, ma anche qui, non ci presterete attenzione, perché sapete già che ci devono essere un libro, un uomo di mezz'età ed una bambina. Probabilmente penserete: “è il tutorial” e completerete questa scena senza darle la benché minima importanza. E state facendo esattamente il gioco di Yoko Taro.
Inizia quindi l'avventura del vostro personaggio, Nier appunto, ambientata più di mille anni dopo la scena, in un villaggio medievaleggiante. Il vostro alter-ego è un uomo di mezz'età che si batte per trovare una cura per la figlia malata. Ma questo probabilmente lo sapevate già.
Un giorno però scoprite che vostra figlia è andata in un santuario per recuperare dei fiori che si dice possano esaudire qualsiasi desiderio. Ovviamente, le correte dietro. Arrivate in questo luogo, colmo di creature chiamate Shades. Notate però che queste non vi attaccano. Ma non importa, avete la vostra quest, il vostro obiettivo. E come ha fatto una bambina ad attraversare da sola questo luogo? Non importa...è un videogioco. O forse proprio perché le creature sono pacifiche...
In fondo, questo è un semplice action-jrpg, quindi proseguite compiendo un massacro. Le creature sanguinano. Non importa...è un effetto grafico, è un semplice videogioco. Insomma, arrivate in una grande sala con due enormi statue che proteggono quello che sembra essere un antico tomo. E dietro, ecco che vedete vostra figlia. Tutto è tranquillo, niente vi sta minacciando. Ed ecco come inizia il tutto. Siete voi, Nier, che mettete in moto tutte le vicende, principalmente disgrazie, che costellano la trama. Siete voi che, anziché ragionare, chiedervi il perché delle vostre azioni, utilizzare una strategia alternativa, decidete di risolvere la situazione con la forza bruta: attaccare il libro e liberarvi così la strada. Ovviamente, le statue difenderanno il loro obiettivo, obbligandovi ad uno scontro. Una volta terminato, avrete riottenuto vostra figlia e il libro parlante deciderà di seguirvi...ma per via dei vostri corpi si è dimenticato chi è, cosa sono le Shades e per quale ragione è stato creato. Tornati al villaggio decidete di parlare con Popola, una donna che risiede nella biblioteca, che vi dice che questo libro, Grimoire Weiss, è citato in un'antica leggenda, dove esso si contrapponeva a Grimoire Noire, uno per distruggere il mondo, l'altro per ricostruirlo. Il vostro rappresenta quest'ultimo, e se recupererete i Sealed Verses, uccidendo delle gigantesche Shades, forse avrete la possibilità di curare vostra figlia.
Devola e Popola, due personaggi chiave del gioco.
Ma...come fa una semplice donna del villaggio a sapere tutte queste cose? Non importa...perché questo è un dannato videogioco, ed ora avete la vostra quest da portare a termine. Yuppie!
Partite dunque alla ricerca dei Sealed Verses: iniziate dal villaggio sospeso di Aerie. Questo è abitato da persone che non escono mai dalle loro abitazioni e che vi insultano se ci passate vicino, nonostante voi stiate apparentemente facendo loro un favore, uccidendo diverse Shades e rendendo le strade più sicure. Ma, anche qui, difficilmente ci farete caso, perché voi avete il vostro compito da portare a termine. Non riuscendo a cavare un ragno da un buco, decidete di tornare indietro e incontrate “lei”...Kainé: una ragazza vestita decisamente poco, dal linguaggio estremamente sboccato e piuttosto violenta. E, come sempre, non importa: è la classica ragazza-hentai-waifu seminuda e tettona degli anime o dei j-rpg, è normale che sia così. Non avete idea di quanto vi sbagliate.
Incontrate poi Emile, un bellissimo ragazzino biondo capace di pietrificare con lo sguardo e che crede fermamente nel “potere dell'amicizia”. Attraversate il deserto in compagnia di Fyra, per salvare il suo re. Vi immergete in un mondo fatto solo di parole, nella Forest of Myth. E man mano che proseguite finite col recuperare tutti i Sealed Verses.
Questo risulta un compito piuttosto semplice, durante il quale il gioco non smette di punzecchiarvi continuamente. In una scena, ad esempio, dovrete recuperare un pesce per creare una medicina per vostra figlia. Il pescatore, anziché consegnarvelo, vi dirà di pescarlo da soli: il gioco mostra apposta un tutorial completamente sbagliato, rendendo il tutto estremamente tedioso. Oppure, perché nel dungeon del deserto ci sono enigmi da risolvere seguendo certe regole? Perché è stupido, e Weiss non mancherà di farvelo notare. Vogliamo parlare delle quest secondarie? Avete presente le normali missioni che ottenete nei vari giochi e che prevedono scontri epici con boss segreti e laute ricompense? Bene, in Nier non è così: queste sono tediose, lunghe e poco remunerative, oltre a prevedere meccaniche ormai superate come “accetta la quest-completala-ritorna dal quest giver”, ripetute un'infinità di volte. Il tutto non perché i Cavia siano programmatori inesperti, ma proprio come provocazione: “è stupido, inutile e noioso, proprio per questo se volete completare il gioco al 100% dovete farlo”. Eh sì, perché il titolo dello studio giapponese prevede che voi, se volete sperimentare la trama completa, dobbiate sopportare anche una certa dose di frustrazione. Ma su questo torneremo in seguito, nella seconda parte dell'articolo.
Dunque...avete ottenuto tutti i Sealed Verses. Tornate vittoriosi al villaggio...ma proprio durante quello che sembra essere un momento felice, venite attaccati da una gigantesca Shade, accompagnata da un esercito. Vi difendete come potete, in uno scontro piuttosto epico, tentando di imprigionare il mostro nei sotterranei della biblioteca. Ma ecco che dal suo sangue emerge un figuro, simile a voi in modo inquietante, chiamato Shadowlord ed accompagnato anch'esso da un libro fluttuante, Grimoire Noir (ma anche qui...non importa, perché questo è un videogioco: è il cattivo finale e va sconfitto), che vi mette fuori combattimento diverse volte, rapisce vostra figlia e scappa. E poi, ancora: il mostro che era imprigionato nella biblioteca rischia di scappare e l'unica soluzione è pietrificare Kainé davanti alla porta con i poteri di Emile. Sostanzialmente, uccidere la vostra amica. Il gioco, molto ironicamente, vi pone anche di fronte ad una scelta fittizia: pietrificare Kainé oppure non fare nulla e venire annientati. Inutile dire che in realtà non vi è nessuna scelta...
E dopo questo climax di eventi, termina la prima parte dell'avventura.
La trama si sposta cinque anni dopo, dove vi ritroverete nei panni di un “nuovo” Nier, più pompato, menomato ad un occhio, in grado di utilizzare armi più grandi e potenti e divenuto ormai un esperto massacratore di Shades. La sua unica ragione di vita infatti è divenuta uccidere le ombre nel disperato tentativo di ritrovare la figlia.
Una lettera di Emil vi informa dunque che forse esiste una modo per liberare Kainé. Riuscite nell'intento di liberarla...ma ad un prezzo: il corpo del bellissimo bambino biondo si fonde con quello di sua sorella, a cui sono stati fatti terribili esperimenti, diventando un orribile scheletro. Una volta riformato il vostro gruppo, venite informati da Popola che forse nel santuario dell'inizio si trova una chiave per trovare lo Shadowlord e quindi vostra figlia. E infatti è così: vi dirigete in loco e trovate ad attendervi il solito esercito di Shades, questa volta più aggressive e corazzate. Ma, anche qui, è solo un videogioco, è normale che i nemici diventino più potenti ed agguerriti. Trovate quindi una chiave, che, da quando dice Popola, vi permetterà di entrare nel castello dello Shadowlord. Ma, di nuovo, non vi fermerete a domandarvi come fa una semplice donna a sapere tutto ciò.
Insomma, la seconda parte dell'avventura prosegue mentre voi raccogliete i pezzi della chiave. Ed ovviamente non mancano le disgrazie: il villaggio di Aerie viene distrutto da un Emil impazzito; la giovane Fyra, dopo una vita di maltrattamenti, finalmente vicina alla felicità, poiché sta per sposare il suo re, proprio il giorno del suo matrimonio viene brutalmente sbranata da un lupo controllato da una Shade, giusto per fare due esempi.
E poi, una volta completata la chiave, potete finalmente procedere alla fase finale: scoprirete che tutto quello che pensavate di conoscere era in realtà errato.
Una volta raggiunto il castello dello Shadowlord, troverete ad aspettarvi niente di meno che Popola e sua sorella Devola, le quali vi intimeranno di lasciare il castello e ritornare sui vostri passi. Ma voi, più determinati che mai, decidete comunque di sfidarle, perché siete l'eroe, dovete salvare vostra figlia eccetera. A circa metà dello scontro, le due gemelle lasceranno il campo di battaglia e vi aspetteranno più in la, colme di rivelazioni. Proseguite all'interno del castello, e vi accorgete che esso cambia. Un esercito di Shades vi si para davanti, più motivato che mai a fermare la vostra avanzata. Ma...come sempre, è un semplice videogioco, è normale. La vostra determinazione, poi, vi costerà la morte del re di Facade, quello che doveva diventare il consorte di Fyra, che si sacrificherà insieme ai suoi guerrieri per uccidere un enorme cinghiale-ombra e permettervi di proseguire. Il “castello”, man mano che andate avanti, diventa sempre più simile ad un bunker o ad una qualche struttura militare.
Alla fine della strada trovate le due sorelle, che finalmente vi rivelano cosa sono le Shades. Esse non sono niente di meno che i veri umani. Ecco perché sanguinano. Ma spieghiamo meglio: per sopravvivere ad una piaga che minacciava l'estinzione dell'umanità, sono stati avviati due progetti: Gestalt e Replicant (i nomi delle due versioni del gioco presenti in giappone). Per sopravvivere, i corpi e le anime degli umani sono stati separati, creando rispettivamente i Replicant, niente più che copie, di cui voi fate parte, e le Gestalt, da voi conosciute come Shades. Devola e Popola sono due androidi costruite per supervisionare i progetti nell'attesa che il momento propizio per ricongiungere le anime ai corpi si verificasse. I due libri, Grimoire Weiss e Grimoire Noir devono unirsi perché ciò avvenga.
Il gioco vi da queste informazioni volutamente sotto forma di materiale da leggere. Perché voi, l'eroe senza macchia e senza paura, determinati come non mai, non avete tempo di leggere e pensare. Vi opponete dunque con tutte le vostre forze alle due gemelle. Riuscite ad uccidere Devola e Popola, impazzita, vi attacca senza pietà. L'unico modo per proseguire è il sacrificio di Emil, che rimane indietro e muore insieme alla donna.
Raggiungete la stanza dove si trova lo Shadowlord, insieme a vostra figlia. Vi battete, perché, si sa, il cattivo finale va sconfitto ad ogni costo. Ma a metà dello scontro Yonah vi interrompe e chiama “papà” non il vostro personaggio, ma lo Shadowlord stesso. Ed ecco la rivelazione finale: lo Shadowlord è il personaggio che controllate nel prologo. La Gestalt, l'anima, di Nier. Ha rapito vostra figlia per salvare la sua, che, divenuta una Gestalt, rischiava di degenerare. Era dunque necessario trovare il suo Replicant, la vostra Yonah, e ricongiungere anima e corpo. Ma la figlia dello Shadowlord, quando vi vede così convinti e determinati, decide di suicidarsi e lasciare che padre e figlia si ricongiungano. Senza pensarci due volte, date il colpo di grazia allo Shadowlord (uccidendo così la vostra anima e in un certo senso condannandovi) mentre il vostro libro fluttuante, Grimoire Weiss, si sacrifica per distruggere l'altro, Grimoire Noire (facendo in modo che Gestalt e Replicant non possano mai più riunirsi e condannando il mondo alla fine).

La ragazza sulla destra è Kainé
E finalmente siete liberi di riabbracciare vostra figlia. Avete sconfitto il cattivo. La ragazza rapita è stata recuperata. Poco importa se nel processo tutti i vostri amici eccetto Kainé sono morti e se avete appreso una verità che rende impossibile il ritorno alla vita che facevate prima. No davvero, non importa. Siete contenti del vostro “good ending” :D?
Inutile dire che Yoko Taro stia spudoratamente provocando il giocatore.
Perché in realtà non è finita: vi attende un New Game Plus, dove, oltre al passato di Kainé, riuscirete a capire il linguaggio delle Shades, ottenendo così anche il loro punto di vista. E quello che prima era solo un sospetto prenderà definitivamente forma...ma questo lo vedremo nella prossima parte di questo speciale su Nier.




Link:
NIER: Un grido silenzioso nel mondo dei videogiochi- Parte 2

Recensione di NIER

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