Dunque, eccoci qua con la
seconda parte dell'articolo. Nella prima parte, abbiamo visto a
grandi linee
![]() | |
| L'entità oscura è evidentemente Tyrann. |
Ma siete sicuri che sia
tutto qui?
Una volta finito il gioco
per la prima volta, otterrete il New Game Plus. Una volta avviato, vi
porterà direttamente nella seconda metà dell'avventura, dove, per
prima cosa, potrete assistere alla storia di Kainé (che potete
vedere nel seguente video del nostro canale youtube).
In questo modo, viene
svelato il suo personaggio. Avete presente il linguaggio scurrile
della ragazza? Lo deve a sua “Nonna”, una donna anziana dalla
grandissima forza, che le ha insegnato, oltre al forbito vocabolario,
ad accettarsi per ciò che è e vivere ad ogni costo. Avete presente
il suo vestiario praticamente inesistente ? Anche qui, non è
casuale. Il gioco lascia intendere, tramite una manciata di righe di
testo, che Kainé non è una normale donna: è in realtà
un'ermafrodita. Indossa questi abiti per accentuare i suoi caratteri
femminili, sembrando così meno anormale. Ed, infine, perché Kainé
è per metà una Shade? Perché, un giorno, lei e sua nonna sono
state attaccate da una gigantesca Shade. Dopo la morte della vecchia,
anche la ragazza era sul punto di essere annientata, quando un'altra
ombra, Tyrann, l'ha posseduta. Questa, dopo aver ricostruito
istantaneamente il suo braccio e il suo occhio, persi durante lo
scontro, le da il potere per difendersi. Tyrann però è l'anima di
uno spietato assassino acconsente a lasciare a Kainé il libero
arbitrio a patto che lei commetta sanguinolente stragi, non importa
se contro umani o Shades. La storia di Kainé risulta, a mio parere,
una delle più belle mai scritte per un videogame, sempre a
dimostrazione che in Nier le apparenze ingannano.
Comunque, dopo aver
nuovamente liberato Kainé dalla pietrificazione, dovrete, come
durante il primo walkthrough, raccogliere i frammenti della chiave
per il castello dello Shadowlord. Solo che, a differenza della prima
volta, saranno presenti delle cutscene aggiuntive che vi forniranno
il punto di vista delle Shades di fronte alle vostre azioni. Notate
che solo voi giocatori, e Kainé, sarete in grado di comprenderne il
linguaggio; mentre il personaggio da voi controllato, Nier, si
comporterà esattamente nel medesimo modo ignorante del primo
gameplay. Man mano che proseguirete, verrà sempre più chiaramente a
galla una cruda verità.
Andiamo per ordine:
Avete presente che le
Shades diventano sempre più forti man mano che proseguite
nell'avventura? Ecco, si scopre che le ombre combattono per una sola
e semplice ragione: la paura. Ma di cosa? Di voi, naturalmente, che
le avete, fin dall'inizio, sterminate senza pietà, senza mai
fermarvi a chiedervi il perché delle vostre azioni.
Ricordate il villaggio
dell'Aerie, quello i cui abitanti erano apparentemente xenofobi e che
proseguendo nell'avventura viene distrutto da Emile? In realtà,
quello è il primo villaggio a tentare una comunicazione con le
Shades, anziché attaccarle. Col tempo, umani e Shades sono finiti
col convivere in modo pacifico. Ecco perché quando, in una scena,
Kainé dice a un ragazzino di allontanarsi da sua sorella perché è
divenuta una Shade, egli non sembra sorpreso. Non è casuale, il
ragazzo lo sa benissimo, è di voi che ha paura. E fa bene, visto che
finirete col radere al suolo l'intero villaggio, non lasciando in
vita nessun abitante.
A Facade avete assistito
invece allo scontro tra umani e lupi: questi ultimi sono divenuti
violenti solamente dopo essere stati brutalmente cacciati dagli
umani, senza una motivazione...solo perché lupi.
Ma ecco la parte
peggiore: lo Shadowlord.
Una volta raggiunto il
suo castello, dovrete, esattamente come nel primo gameplay, farvi
strada attraverso un'infinità di Shades. Attraverso il loro
linguaggio, comprendete però che esse stanno semplicemente
difendendo un luogo per loro sacro. Esse vi intimeranno diverse
volte, prima di attaccarvi, di lasciare quel luogo. E voi, senza
alcun riguardo e nessuna pietà, vi aprirete la via, uccidendo
centinaia di Shades, anche quando esse vi pregheranno di fermarvi,
perché state massacrando i loro bambini.
Quando sarete di fronte
allo Shadowlord, partirà nuovamente lo scontro finale, ma questa
volta ne comprenderete il linguaggio.
Ed ecco la rivelazione
finale: l'obbiettivo del vostro nemico non è altro che far rinascere
l'umanità, facendo in modo che Gestalt e Replicant si uniscano
nuovamente. Per fare ciò, ha bisogno che i due libri magici,
Grimoire Noire e Grimoire Weiss, si uniscano. Ha rapito vostra figlia
semplicemente perché aveva paura che la corrispettiva Gestalt
(quindi sua figlia) degenerasse e morisse. Il suo intento, quindi, è
nobile e avrebbe portato alla salvezza del genere umano. Ma non aveva
considerato una cosa: voi... Nier! Siete voi la causa di tutto. I
“cattivi” se vogliamo. Ricordate come inizia l'avventura? Con voi
che attaccate Grimoire Weiss per aprirvi la strada. Facendo questo,
egli perde la memoria, finendo per diventare vostro amico ed infine
col sacrificarsi per distruggere Grimoire Noir. Sacrificarsi! Questo
vuol dire che le anime e i corpi non si potranno mai più riunire,
sancendo così la fine dell'umanità. Ecco l'importanza della
missione di Devola e Popola, che voi avete brutalmente assassinato.
Ecco perché esistono i due libri, perché le Shades vi attaccano,
perché esiste la Black Scrawl (la malattia che vostra figlia contrae
all'inizio dell'avventura).
Durante lo scontro
finale, vedrete lo Shadowlord, la vostra anima, gridare “Perché?”
più e più volte, mentre soccombe sotto i vostri colpi, senza
comprendere la ragione per cui vi rifiutate di adempiere alla ragione
per cui voi, i Replicant, siete stati creati. Così lo Shadowlord
muore, ucciso da uno stolto capace di agire solamente attraverso la
violenza, che ha reso vano in questo modo ogni suo sforzo di salvare
il genere umano. E fidatevi, a questo punto quello stolto, dele cui scelleratezze siete costretti ad essere gli artefici se veramente volete giungere a vedere il finale, finirete davvero con l'odiarlo.
Questa, cari lettori,
non è altro che una gigantesca critica di Yoko Taro verso il
classico “Eroe- Shonen” presente nelle più svariate opere
giapponesi, che siano anime, manga o videogame. Ma non è ancora
finita. Perché Taro, a quanto pare, vi odia.
Una volta terminata la
battaglia, avrete salvato vostra figlia. Se avete già finito il
gioco due volte e raccolto tutte le armi, la scena finale cambierà,
dando la possibilità di selezionare tra ben due finali (questi sono
entrambi “veri finali” a differenza dei primi due che sono solo
delle prese in giro). Infatti Kainé perderà il controllo,
diventando ostile e costringendovi ad una scelta alquanto radicale:
uccidere la ragazza, liberandola così da una vita costellata
solamente da sofferenze, oppure salvarla. Questo ha un costo: per
salvarla dovrete non solo morire, ma sparire completamente dal mondo.
Nessuno si ricorderà mai della vostra esistenza e la vostra amata e
appena salvata figlia si dimenticherà completamente di voi.
E se voi compierete
quest'ultima audace scelta, accadrà una cosa che vi porterà o ad
amare i Cavia per la loro audacia, o a spaccare in due il disco: vi
si cancelleranno i dati di gioco.
Infatti sparirete
“letteralmente”: di fronte ai vostri occhi si aprirà il menù di
gioco e vedrete scomparire una ad una le sue voci...tutto, comprese
le magie e le armi tanto duramente ottenute, andrà irrimediabilmente
perduto. Questo, seguito poi da una scenetta che vede vostra figlia
parlare con Kainé, viva appunto. Quest'ultima avrà una sensazione,
un vago ricordo di voi, pur senza riuscire ad esplicitarlo
chiaramente. E qui tutto ha termine. Nessun finale in pompa magna.
D'altronde cosa pretendevate... il mondo intero si è appena
dimenticato della vostra esistenza (un'ultima chicca: se proverete a
ricominciare una nuova partita chiamando il personaggio col medesimo
nome di quello appena scomparso, il gioco non vi permetterà di
farlo)!
![]() |
| Di nuovo, i due protagonisti delle rispettive versioni del gioco. La trama di Nier è estremamente relativista, nessuna delle due parti ha nè ragione, nè torto. |
Questo, signori, era
NIER.
Un progetto che è la
realizzazione del genio creativo e narrativo di chi l'ha diretto,
Yoko Taro; di uno studio che ha dimostrato un coraggio che oggi,
cinque anni dopo la sua uscita, è una qualità ancora più rara che
in passato. Una gigantesca provocazione, un gioco che è anche una
satira verso ciò che l'industria videoludica è diventata, ancorata
com'é ai suoi stereotipi e al continuo riciclaggio di idee. Un grido
che, almeno inizialmente, è rimasto pressoché inascoltato. NIER è
un lavoro estremamente complesso e la trama fin qui descritta
rappresenta solo una parte del gigantesco lore del gioco, che finisce
col collegare i diversi titoli dello studio nipponico, oltre a del
materiale aggiuntivo distribuito solamente in giappone.
![]() |
| Kainé, nel villaggio dell'Aerie. |
Sui due finali invece,
Yoko Taro si è limitato semplicemente a dire: “Se non vi è
piaciuto il personaggio di Kainé, lasciate che muoia, altrimenti
salvatela”, tenendosi al di fuori da qualunque interpretazione. A
mio parere uccidere Kainé significa non aver capito il suo
personaggio: per la ragazza, la vita, così come le è stato
insegnato da sua nonna, ha un valore inestimabile. “Liberarla dalle
sue sofferenze”, per quanto ne dica Tyrann, appare come qualcosa di
decisamente contrario al suo modo di pensare. Inoltre, lasciare in
vita Kainé significa dare un'ultima speranza all'umanità: ella è
infatti l'unico essere in grado di comprendere i linguaggi sia dei
Replicant che delle Gestalt e, quindi, di creare un ponte tra le due
specie (mentre il modo di agire di Nier ormai dovreste conoscerlo fin
troppo bene).
Il tutto, infine, può
essere riassunto con una frase: l'apparenza inganna. Ciò che
inizialmente appare come il male da sconfiggere, può, da un'altro
punto di vista, non esserlo. Un gameplay action, da un'altra
prospettiva, diventa uno shooter. O un platform.
Ma una cosa, alla fine, appare chiara: è l'incomprensione a generare la violenza; l'ignoranza a creare l'ingiustizia.
Ma una cosa, alla fine, appare chiara: è l'incomprensione a generare la violenza; l'ignoranza a creare l'ingiustizia.
NIER è, a mio parere, una delle opere più coraggiose mai viste nel mondo dei videogame. La storia che racconta è una delle più complesse, coerenti e profonde a cui io abbia mai assistito. Grazie all'eccellente colonna sonora, il suo comparto artistico ed, ovviamente, alla superba capacità narrativa del maestro Yoko Taro, riesce a restare impressa nella mente del giocatore, trasmettendo emozioni forti; a volte facendolo commuovere, come durante la storia di Kainé, altre lasciandolo sbigottito, come quando si comprende la vera natura delle Shades. E, naturalmente, non mi attendo nulla di meno dalla nuova collaborazione del direttore giapponese con i Platinum Games. Attendo speranzoso.
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