lunedì 22 giugno 2015

Guida al roleplaying nei gdr- Parte 1

A cura di Paolo, dello Staff di Tales of Nerds.

Per chi se lo stesse chiedendo: no, in quest'articolo non farò riferimento alla pratica sessuale con i costumi. Quella è un'altra “fantasia finale”. L'idea qui è invece quella di fornire una semplice guida al “ruolaggio”, adatta sia ai neofiti, che potranno evitare così di giocare un gdr come se fosse un action, sia ai player più navigati, che troveranno invece spunti interessanti. Cosa vuol dire “ruolare”? Si tratta in breve di “impersonare” il personaggio da sé creati al fine di vivere un'esperienza più immersiva e coinvolgente; rifacendosi un po' a quella tradizione di giochi di ruolo che nasce non dal media videoludico ma dai giochi di ruolo cartacei. In questa breve guida prenderò in considerazione il titolo uscito nel 2011 “The Elder Scrolls V: Skyrim”, sia perché da me esplorato a fondo, sia perché ritengo sia uno dei titoli che più permetta questo tipo di esperienza.
Iniziamo dunque.

1.La creazione del personaggio: consultare la Wiki.
Come ogni gioco di ruolo che si rispetti, anche in Skyrim dovrete creare il vostro protagonista. Il titolo, oltre a farvi decidere nel dettaglio le fattezze del vostro personaggio, permette di scegliere anche la razza. Ecco quindi un primo consiglio: non andate “a caso”, ma ,oltre ovviamente alla preferenza personale, tenete in considerazione il background di ciascuna razza. Ogni popolo infatti ha dietro di se una propria “cultura”, fatta di credenze, usanze, riti, lingua, eccetera; che permetterà di appassionarsi ad una anziché all'altra. Per esempio lo sapevate che gli Elfi dei Boschi in questo gioco sono solo carnivori? E che tra i Khajiit l'uso di certi tipi di droghe è permesso? E che il popolo Nord di Skyrim è tendenzialmente razzista? Insomma, l'esperienza diventa estremamente più interessante se si è a conoscenza di queste chicche. È buon uso quindi armarsi di un po' di pazienza e, magari, consultare la Wiki su internet.

2.La creazione del personaggio: il background.
Sì, sono consapevole del fatto che, se davvero state seguendo questa guida, ancora non avete incominciato a giocare. Eppure c'è ancora un punto importante nella creazione del personaggio: il suo background. Per esempio, volete impersonare un Nord ligio alle antiche tradizioni guerriere, o un rude mercenario che pensa solo ai contanti? Un vecchio mago disilluso, oppure un giovane cacciatore, ingenuo, ma intraprendente? Pregate i nove divini, rinnegando i daedra, o , viceversa, aspirate a soggiogarvi ad un signore dei demoni, magari sperando di ottenerne i tesori? Tutto questo è lasciato alla vostra fantasia, e i più intrepidi potrebbero addirittura buttare giù due righe su un foglio. L' idea è quella di tratteggiare una personalità da dare al proprio eroe (coraggioso o codardo che sia), tenendone conto anche nella creazione del suo aspetto fisico. Qualche appunto. Primo: non puntate a creare un personaggio “onnipotente”, poiché gran parte del divertimento viene dal “limitare” le proprie azioni, magari facendone anche alcune di “inutili” (su questo torneremo dopo). Secondo: cominciate ad abbozzare una “build”, cioè a decidere sia cosa deve fare il vostro personaggio in combattimento (che tipo di vesti indossa, che arma brandisce ecc.), sia al di fuori (è un discreto oratore o un bruto? Un abile commerciante o un borseggiatore? Amante delle taverne o umile lavoratore nei campi?); sempre legata a ciò che vorrete impersonare.
Terzo: prendete il canovaccio da voi inventato come una “traccia”, che può essere in qualunque momento modificata in base a ciò che accade durante l'avventura.

3.Godersi l'avventura.
Ecco che (finalmente, diranno alcuni), si inizia a giocare. Vi troverete però presto a fare i conti con una libertà d'azione a tratti disorientante: “Cosa devo fare? Dove devo andare”; in parte smussata dalla “bussola” che indica sempre esattamente il luogo dell'obiettivo della missione (purtroppo non disattivabile...quando mai avete visto un avventuriero che sa esattamente dove si trova X? Senza neanche chiedere un po' nei dintorni...). Ma il bello è proprio questo: potrete intraprendere l'attività che desiderate in qualunque momento, stabilendo voi stessi la vostra gerarchia di priorità. Che vogliate subito procedere con la missione principale o che invece vogliate intraprendere una promettente carriera nei Compagni, oppure, ancora, diventare Thane di un feudo, tutto ciò sta a voi deciderlo. Anche qui mi propongo di dare qualche consiglio per aumentare l'immersività. Se potete, giocate a “difficile”: in questo modo l'esperienza diventa assai più interessante e non sarete semplicemente “devastanti” fin dall'inizio. Poi, usate il meno possibile il viaggio rapido. Avete accettato di partire alla ricerca di un gruppo di assassini che perseguita una giovane donzella? Bene, magari attendete in una taverna che sorga il mattino, fate provviste e iniziate la vostra cavalcata al sorgere del sole. Chissà cosa vi riserverà il vostro viaggio? Infine: il titolo vi permette in qualunque momento di salvare e creare salvataggi multipli, in modo che se qualcosa “va storto” voi possiate recuperare. Ecco: non abusate di questa funzione. Il bello di vivere un'avventura è prendere gli eventi un po' come capitano.
Un esempio: “Impersonate un vecchio Bretone, proveniente da un'umile famiglia contadina, abituato allo studio di notte e al duro lavoro di giorno, che nel corso degli anni ha sviluppato una discreta capacità magica e nel corpo a corpo (ma non con armi o armature troppo pesanti). Avete ricevuto il titolo di Thane di Whiterun, dopo averli aiutati con il loro “problema dei draghi”, e, oltre agli onori, vi è stato affidato un Huscarlo, Lydia, una giovane in armatura pesante pronta a proteggervi con la sua stessa vita. “Utile, per un vecchio mago” pensate voi, conoscendo i limiti connessi all'età e alla scarsa forza fisica. Quella stessa notte, la locandiera vi confida che poco tempo prima dei soldati parlavano di alcuni banditi che si sono stabiliti a circa un giorno di viaggio da Whiterun, tormentando i poveri viaggiatori che tentavano il passaggio in quell'impervio sentiero. Decidete dunque di partire il mattino stesso per porre la parola fine al problema, accompagnati dalla vostra fidata Lydia. Durante il vostro percorso però incontrate nientedimeno che un drago. Capite subito che esso rappresenta una sfida troppo grande per le vostre capacità e, in modo molto egoistico, decidete di lasciare indietro la vostra guardia del corpo, ormai in preda al solo desiderio di sopravvivere, e di cercare subito un riparo dove il bestione non possa raggiungervi. Trovate solo una vecchia prigione abbandonata e decidete di entrarci. Dopo aver trovato degli inquietanti appunti però, scoprite che i soldati appostati in quel luogo sono fuggiti in seguito ad un'alluvione, lasciandosi dietro i prigionieri ad annegare. E proprio in quel momento sentite, dalla stanza accanto, la voce di un essere sovrannaturale, forse il fantasma di uno dei condannati...“Dalla padella alla brace” pensate, cercando, il più rapidamente possibile, una via di fuga mentre vi difendete come potete. Una volta messi in salvo, e scappati dalla prigione infestata, vi accorgete che ormai è scesa la notte, e che l'unica cosa che resta da fare è accamparsi, poiché ormai sfiniti e al contempo preoccupati delle sorti della vostra compagna d' avventure. Ecco che però, dopo pochi metri, la trovate lì, pronta ad aspettarvi e potete finalmente trarre un sospiro di sollievo.”
Ora, capite che qui era possibile dire “no, sono spacciato, ricarico e metto a facile dove il drago con un colpo muore”; ma ci si sarebbe persi tutto il resto. La decisione finale resta a voi, ma a volte qualche imprevisto rende il tutto più intrigante. E se Lydia fosse morta? E se il nostro protagonista avesse deciso, da allora, di viaggiare sempre da solo onde evitare di mettere in pericolo gli altri? E se poi un giorno incontrasse...

Con questo terzo punto termina la prima parte di questa guida. Nella sezione successiva si vedranno i due punti che ritengo essenziali e che differenziano sostanzialmente un gioco “di ruolo” da un qualsiasi altro genere.


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