A cura di Paolo, dello Staff di Tales of Nerds.
Per chi se
lo stesse chiedendo: no, in quest'articolo non farò riferimento alla
pratica sessuale con i costumi. Quella è un'altra “fantasia
finale”. L'idea qui è invece quella di fornire una semplice guida
al “ruolaggio”, adatta sia ai neofiti, che potranno evitare così
di giocare un gdr come se fosse un action, sia ai player più
navigati, che troveranno invece spunti interessanti. Cosa vuol dire
“ruolare”? Si tratta in breve di “impersonare” il personaggio
da sé creati al fine di vivere un'esperienza più immersiva e
coinvolgente; rifacendosi un po' a quella tradizione di giochi di
ruolo che nasce non dal media videoludico ma dai giochi di ruolo cartacei. In
questa breve guida prenderò in considerazione il titolo uscito nel
2011 “The Elder Scrolls V: Skyrim”, sia perché da me esplorato a
fondo, sia perché ritengo sia uno dei titoli che più permetta
questo tipo di esperienza.
Iniziamo
dunque.
1.La
creazione del personaggio: consultare la Wiki.
Come ogni
gioco di ruolo che si rispetti, anche in Skyrim dovrete creare il
vostro protagonista. Il titolo, oltre a farvi decidere nel dettaglio
le fattezze del vostro personaggio, permette di scegliere anche la
razza. Ecco quindi un primo consiglio: non andate “a caso”, ma
,oltre ovviamente alla preferenza personale, tenete in considerazione
il background di ciascuna razza. Ogni popolo infatti ha dietro di se
una propria “cultura”, fatta di credenze, usanze, riti, lingua,
eccetera; che permetterà di appassionarsi ad una anziché all'altra.
Per esempio lo sapevate che gli Elfi dei Boschi in questo gioco sono
solo carnivori? E che tra i Khajiit l'uso di certi tipi di droghe è
permesso? E che il popolo Nord di Skyrim è tendenzialmente razzista?
Insomma, l'esperienza diventa estremamente più interessante se si è
a conoscenza di queste chicche. È buon uso quindi armarsi di un po'
di pazienza e, magari, consultare la Wiki su internet.
2.La
creazione del personaggio: il background.
Sì, sono
consapevole del fatto che, se davvero state seguendo questa guida,
ancora non avete incominciato a giocare. Eppure c'è ancora un punto
importante nella creazione del personaggio: il suo background. Per
esempio, volete impersonare un Nord ligio alle antiche tradizioni
guerriere, o un rude mercenario che pensa solo ai contanti? Un
vecchio mago disilluso, oppure un giovane cacciatore, ingenuo, ma
intraprendente? Pregate i nove divini, rinnegando i daedra, o ,
viceversa, aspirate a soggiogarvi ad un signore dei demoni, magari
sperando di ottenerne i tesori? Tutto questo è lasciato alla vostra
fantasia, e i più intrepidi potrebbero addirittura buttare giù due
righe su un foglio. L' idea è quella di tratteggiare una personalità
da dare al proprio eroe (coraggioso o codardo che sia), tenendone
conto anche nella creazione del suo aspetto fisico. Qualche appunto.
Primo: non puntate a creare un personaggio “onnipotente”, poiché
gran parte del divertimento viene dal “limitare” le proprie
azioni, magari facendone anche alcune di “inutili” (su questo
torneremo dopo). Secondo: cominciate ad abbozzare una “build”,
cioè a decidere sia cosa deve fare il vostro personaggio in
combattimento (che tipo di vesti indossa, che arma brandisce ecc.),
sia al di fuori (è un discreto oratore o un bruto? Un abile
commerciante o un borseggiatore? Amante delle taverne o umile
lavoratore nei campi?); sempre legata a ciò che vorrete impersonare.
Terzo:
prendete il canovaccio da voi inventato come una “traccia”, che
può essere in qualunque momento modificata in base a ciò che accade
durante l'avventura.
3.Godersi
l'avventura.
Ecco che
(finalmente, diranno alcuni), si inizia a giocare. Vi troverete però
presto a fare i conti con una libertà d'azione a tratti
disorientante: “Cosa devo fare? Dove devo andare”; in parte
smussata dalla “bussola” che indica sempre esattamente il luogo
dell'obiettivo della missione (purtroppo non disattivabile...quando
mai avete visto un avventuriero che sa esattamente dove si trova X?
Senza neanche chiedere un po' nei dintorni...). Ma il bello è
proprio questo: potrete intraprendere l'attività che desiderate in
qualunque momento, stabilendo voi stessi la vostra gerarchia di
priorità. Che vogliate subito procedere con la missione principale o
che invece vogliate intraprendere una promettente carriera nei
Compagni, oppure, ancora, diventare Thane di un feudo, tutto ciò sta
a voi deciderlo. Anche qui mi propongo di dare qualche consiglio per
aumentare l'immersività. Se potete, giocate a “difficile”: in
questo modo l'esperienza diventa assai più interessante e non sarete
semplicemente “devastanti” fin dall'inizio. Poi, usate il meno
possibile il viaggio rapido. Avete accettato di partire alla ricerca
di un gruppo di assassini che perseguita una giovane donzella? Bene,
magari attendete in una taverna che sorga il mattino, fate provviste
e iniziate la vostra cavalcata al sorgere del sole. Chissà cosa vi
riserverà il vostro viaggio? Infine: il titolo vi permette in
qualunque momento di salvare e creare salvataggi multipli, in modo
che se qualcosa “va storto” voi possiate recuperare. Ecco: non
abusate di questa funzione. Il bello di vivere un'avventura è
prendere gli eventi un po' come capitano.
Un esempio:
“Impersonate un vecchio Bretone, proveniente da un'umile
famiglia contadina, abituato allo studio di notte e al duro lavoro di
giorno, che nel corso degli anni ha sviluppato una discreta capacità
magica e nel corpo a corpo (ma non con armi o armature troppo
pesanti). Avete ricevuto il titolo di Thane di Whiterun, dopo averli
aiutati con il loro “problema dei draghi”, e, oltre agli onori,
vi è stato affidato un Huscarlo, Lydia, una giovane in armatura
pesante pronta a proteggervi con la sua stessa vita. “Utile, per un
vecchio mago” pensate voi, conoscendo i limiti connessi all'età e
alla scarsa forza fisica. Quella stessa notte, la locandiera vi
confida che poco tempo prima dei soldati parlavano di alcuni banditi
che si sono stabiliti a circa un giorno di viaggio da Whiterun,
tormentando i poveri viaggiatori che tentavano il passaggio in
quell'impervio sentiero. Decidete dunque di partire il mattino stesso
per porre la parola fine al problema, accompagnati dalla vostra
fidata Lydia. Durante il vostro percorso però incontrate
nientedimeno che un drago. Capite subito che esso rappresenta una
sfida troppo grande per le vostre capacità e, in modo molto
egoistico, decidete di lasciare indietro la vostra guardia del corpo,
ormai in preda al solo desiderio di sopravvivere, e di cercare subito
un riparo dove il bestione non possa raggiungervi. Trovate solo una
vecchia prigione abbandonata e decidete di entrarci. Dopo aver
trovato degli inquietanti appunti però, scoprite che i soldati
appostati in quel luogo sono fuggiti in seguito ad un'alluvione,
lasciandosi dietro i prigionieri ad annegare. E proprio in quel
momento sentite, dalla stanza accanto, la voce di un essere
sovrannaturale, forse il fantasma di uno dei condannati...“Dalla
padella alla brace” pensate, cercando, il più rapidamente
possibile, una via di fuga mentre vi difendete come potete. Una volta
messi in salvo, e scappati dalla prigione infestata, vi accorgete che
ormai è scesa la notte, e che l'unica cosa che resta da fare è
accamparsi, poiché ormai sfiniti e al contempo preoccupati delle
sorti della vostra compagna d' avventure. Ecco che però, dopo pochi
metri, la trovate lì, pronta ad aspettarvi e potete finalmente
trarre un sospiro di sollievo.”
Ora,
capite che qui era possibile dire “no, sono spacciato, ricarico e
metto a facile dove il drago con un colpo muore”; ma ci si sarebbe
persi tutto il resto. La decisione finale resta a voi, ma a volte
qualche imprevisto rende il tutto più intrigante. E se Lydia fosse
morta? E se il nostro protagonista avesse deciso, da allora, di
viaggiare sempre da solo onde evitare di mettere in pericolo gli
altri? E se poi un giorno incontrasse...
Con
questo terzo punto termina la prima parte di questa guida. Nella
sezione successiva si vedranno i due punti che ritengo essenziali
e che differenziano sostanzialmente un gioco “di ruolo” da un
qualsiasi altro genere.



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