lunedì 15 giugno 2015

Recensione-Alpha Protocol

 A cura di Lorenzo dello Staff di Tales of Nerds.


Il periodo dell' E3 (non devo spiegarvi che cosa sia vero?) è un periodo particolarmente attivo per il mondo videoludico per motivi più che ovvi, con molte produzioni tripla A rivelati, leaks svelati a tradimento (o almeno presentati come tali per generare hype) e tanto altro.
Ho voluto quindi sfruttare questo momento per recensire Alpha Protocol, gioco pubblicato dalla Obsidian e passato in sordina per una serie di validi motivi ma che a mio parere è una piccola chicca del mondo videoludico, la quale mi ha divertito più di altre produzioni altamente pubblicizzate.


THORNTON, MICHAEL THORNTON.
Avete mai desiderato vedere un Action RPG ambientato nel mondo di intrighi, missioni segrete e cocktail a cui ci ha abituato James Bond? Ecco, Alpha Protocol è la cosa più vicina a ciò mai creata.
Il gioco si apre con l'arrivo del protagonista (il sopracitato Michael Thornton) al cospetto di un losco figuro dalla terribile cravatta: da qui in poi il gioco si presenta come un intero flash-back dove sono narrate le vicende vissute dal giocatore durante il gioco.
Scopriamo così che Michael è l'ultimo membro reclutato dalla misteriosa organizzazione governativa Alpha Protocol (la cui missione di reclutamento è a tutti gli effetti il tutorial del gioco), addetta allo spionaggio e altri lavori non proprio leciti per conto degli Stati Uniti d'America, con il compito di dirigersi in Arabia Saudita per eliminare uno ricco sceicco responsabile di aver abbattuto un aereo civile...classica trama da film caciarone americano direte voi, se non per il fatto che le cose si complicheranno non poco per Michael al termine della missione, costretto poi a rimboccarsi le maniche per risolvere il casino venutosi a creare.
Trama e personaggi sono di ottima fattura come di tradizione dell'Obsidian: la prima capace di risvolti e colpi di scena imprevisti, di creare un'atmosfera di complotto e doppi giochi ma anche comicità come pochi altri titoli, di presentare scelte morali non sono per nulla facili o scontate; la caratterizzazione dei personaggi è anch'essa degna di lode: ognuno presenta la sua distinta personalità con differenti pregi, difetti e spesso nascondono molti più segreti di quanto ci si aspetterebbe...


DALLA RUSSIA CON DIALOGHI E BUG.
Passiamo ora all'analisi del gameplay di Alpha Protocol, composto da un'anima RPG da un lato e dall'altro da una Action.
Alla prima appartengono la gestione del personaggio e dell'equipaggiamento, con varie branche di skill da gestire e sviluppare (su cui influisce la scelta del background a inizio gioco) a seconda delle proprie esigenze e gusti: volete impersonare un'incazzatissimo Terminator? Possibile. Volete essere così abili nello stealth che i nemici non vi vedranno neanche passare? Fatto. Un tecnico abile a decrittare codici e usare gadgets? Nessun problema. E ovviamente è possibile ibridare il tutto per avere il personaggio che più si addice al proprio stile.
Altro elemento di pregio sono i dialoghi, tramite i quali si può decidere l'approccio verso gli altri, suddivisi tra scelte Professionali legate al tasto Cerchio, scelte Galanti (ma neanche troppo dato che molte sono sarcastiche) al tasto Quadrato e scelte Aggressive al tasto Triangolo; il tasto X è relegato alle scelte speciali. Per quanto sembri semplice, il sistema è in realtà dotati di una complessità e ramificazioni che titoli quali Dragon Age e The Witcher si sognano la notte; saper barcamenarsi in questi momenti diventa quindi fondamentale.
All'anima Action appartiene il gameplay in senso stretto ossia le missioni di gioco anche se alcune di esse si esauriscono in dialoghi: esso si sviluppa come uno sparatutto in terza persona con l'aggiunta di poter metter in pausa il gioco e di attivare abilità sbloccate dai vari rami di skills; sfortunatamente questo è anche uno degli aspetti meno riusciti dell'opera dato la presenza di sbavature come la tremenda intelligenza artificiale o il sistema di controlli non sempre preciso.
Da aggingere è la possibilità di raccogliere dossiers e qunidi informazioni sui vari personaggi e fazioni del gioco, i quali non aggiungono sono lore ma anche vantaggi dal punto di vista del gameplay, con bonus ai danni o l'aggiunta di scelte di dialogo altrimenti inaccessibili.


LICENZA DI UCCIDERE (LA GRAFICA).
Terminiamo l'articolo con una piccola digressione sulla grafica e l'audio del gioco: se il secondo non mi dimostra particolarmente degno di nota, con musiche adatte ma anonime se non per una particolare canzone, il primo è invece uno dei più gravi problemi del gioco poichè texture di qualità non eccelsa, molte animazioni legnosette, bug grafici inficiano l'opera.

Sono proprio questi vari bug e problemi a livello di gameplay ad aver affossato quello che è per me un piccolo diamante grezzo dato che gli altri elementi di gioco sono di pregievole fattura, tutto sta nella capacità di accettare questi errori di sviluppo e di passarvi oltre al fine di godere del vero potenziale di Alpha Protocol.

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