A cura di Lorenzo dello Staff di Tales of Nerds.
Il periodo dell' E3 (non
devo spiegarvi che cosa sia vero?) è un periodo particolarmente
attivo per il mondo videoludico per motivi più che ovvi, con molte
produzioni tripla A rivelati, leaks svelati a tradimento (o almeno
presentati come tali per generare hype) e tanto altro.
Ho voluto quindi sfruttare
questo momento per recensire Alpha Protocol, gioco pubblicato dalla
Obsidian e passato in sordina per una serie di validi motivi ma che a
mio parere è una piccola chicca del mondo videoludico, la quale mi
ha divertito più di altre produzioni altamente pubblicizzate.
THORNTON,
MICHAEL THORNTON.
Avete mai desiderato
vedere un Action RPG ambientato nel mondo di intrighi, missioni
segrete e cocktail a cui ci ha abituato James Bond? Ecco, Alpha
Protocol è la cosa più vicina a ciò mai creata.
Il gioco si apre con
l'arrivo del protagonista (il sopracitato Michael Thornton) al
cospetto di un losco figuro dalla terribile cravatta: da qui in poi
il gioco si presenta come un intero flash-back dove sono narrate le
vicende vissute dal giocatore durante il gioco.
Scopriamo così che
Michael è l'ultimo membro reclutato dalla misteriosa organizzazione
governativa Alpha Protocol (la cui missione di reclutamento è a
tutti gli effetti il tutorial del gioco), addetta allo spionaggio e
altri lavori non proprio leciti per conto degli Stati Uniti
d'America, con il compito di dirigersi in Arabia Saudita per
eliminare uno ricco sceicco responsabile di aver abbattuto un aereo
civile...classica trama da film caciarone americano direte voi, se
non per il fatto che le cose si complicheranno non poco per Michael
al termine della missione, costretto poi a rimboccarsi le maniche per
risolvere il casino venutosi a creare.
Trama e personaggi sono di
ottima fattura come di tradizione dell'Obsidian: la prima capace di
risvolti e colpi di scena imprevisti, di creare un'atmosfera di
complotto e doppi giochi ma anche comicità come pochi altri titoli,
di presentare scelte morali non sono per nulla facili o scontate; la
caratterizzazione dei personaggi è anch'essa degna di lode: ognuno
presenta la sua distinta personalità con differenti pregi, difetti e
spesso nascondono molti più segreti di quanto ci si aspetterebbe...
DALLA RUSSIA CON DIALOGHI E BUG.
Passiamo ora all'analisi
del gameplay di Alpha Protocol, composto da un'anima RPG da un lato e
dall'altro da una Action.
Alla prima appartengono la
gestione del personaggio e dell'equipaggiamento, con varie branche di
skill da gestire e sviluppare (su cui influisce la scelta del
background a inizio gioco) a seconda delle proprie esigenze e gusti:
volete impersonare un'incazzatissimo Terminator? Possibile. Volete
essere così abili nello stealth che i nemici non vi vedranno neanche
passare? Fatto. Un tecnico abile a decrittare codici e usare gadgets?
Nessun problema. E ovviamente è possibile ibridare il tutto per
avere il personaggio che più si addice al proprio stile.
Altro elemento di pregio
sono i dialoghi, tramite i quali si può decidere l'approccio verso
gli altri, suddivisi tra scelte Professionali legate al tasto
Cerchio, scelte Galanti (ma neanche troppo dato che molte sono
sarcastiche) al tasto Quadrato e scelte Aggressive al tasto
Triangolo; il tasto X è relegato alle scelte speciali. Per quanto
sembri semplice, il sistema è in realtà dotati di una complessità
e ramificazioni che titoli quali Dragon Age e The Witcher si sognano
la notte; saper barcamenarsi in questi momenti diventa quindi
fondamentale.
All'anima Action
appartiene il gameplay in senso stretto ossia le missioni di gioco
anche se alcune di esse si esauriscono in dialoghi: esso si sviluppa
come uno sparatutto in terza persona con l'aggiunta di poter metter
in pausa il gioco e di attivare abilità sbloccate dai vari rami di
skills; sfortunatamente questo è anche uno degli aspetti meno
riusciti dell'opera dato la presenza di sbavature come la tremenda
intelligenza artificiale o il sistema di controlli non sempre
preciso.
Da aggingere è la
possibilità di raccogliere dossiers e qunidi informazioni sui vari
personaggi e fazioni del gioco, i quali non aggiungono sono lore ma
anche vantaggi dal punto di vista del gameplay, con bonus ai danni o
l'aggiunta di scelte di dialogo altrimenti inaccessibili.
LICENZA DI UCCIDERE (LA GRAFICA).
Terminiamo l'articolo con
una piccola digressione sulla grafica e l'audio del gioco: se il
secondo non mi dimostra particolarmente degno di nota, con musiche
adatte ma anonime se non per una particolare canzone, il primo è
invece uno dei più gravi problemi del gioco poichè texture di
qualità non eccelsa, molte animazioni legnosette, bug grafici
inficiano l'opera.
Sono proprio questi vari
bug e problemi a livello di gameplay ad aver affossato quello che è
per me un piccolo diamante grezzo dato che gli altri elementi di
gioco sono di pregievole fattura, tutto sta nella capacità di
accettare questi errori di sviluppo e di passarvi oltre al fine di
godere del vero potenziale di Alpha Protocol.



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