sabato 6 dicembre 2014

[Perle Nascoste]: Kingdoms of Amalur: Reckoning

In allegato: un Trailer

Piattaforme: Ps3, Xbox360, Pc
Genere: Gioco di ruolo
Sviluppatore: Big Huge Games
Data di uscita: 10 febbraio 2012

A cura di Paolo, dello Staff di Tales Of Nerds

L' undici novembre del 2011 (11/11/11) uscì un titolo chiamato The Elder Scrolls V: Skyrim, un gioco di ruolo che si proponeva di immergere il giocatore in un mondo vastissimo, vivo, dove convivevano diverse culture, professioni e molto altro. Il titolo in questione infatti, aveva l'ambizioso progetto di stabilire nuovi standard nel gioco open-world, tant'è che gli sviluppatori degli ultimi due Far Cry hanno detto di essersi ispirati ad esso.
Circa tre mesi dopo uscì Kingdoms of Amalur, che tentò di rivaleggiare col colosso prodotto da Bethesda. Inutile dire che  il titolo rimase in sordina, e credo che in pochi avessero avuto il coraggio di sperimentare la visione di 38 Studios/Big Huge Games.
Male, perché il gioco si rivelò ricco di sorprese e in grado non solo di rivaleggiare col più noto Skyrim, ma, per certi versi(come il combat system) superarlo. Tra i suoi creatori infatti, citiamo R.A. Salvatore (autore di diversi romanzi ambientati nei Forgotten Realms), Todd McFarlane (per gli artwork) e Ken Rolston (veterano di The Elder Scrolls).
Ed ecco il Trailer sui personaggi che accompagneranno il nostro eroe e sulle fazioni.
Il titolo, appena avviato, vi mette nei panni di un avventuriero da voi creato ed inizia con la vostra...morte.
Esatto, perché scoprirete di essere stati in qualche modo uccisi prima dell'inizio della storia e di essere il primo individuo ad essere risorto grazie al potere del pozzo delle anime.
Come se non bastasse, l'intero mondo di gioco è governato dal Fato, e voi sarete i primi a sfuggire dalle sue trame.
Una volta creato il personaggio, scegliendo tra quattro razze e varie divinità, vi risveglierete quindi in una sorta di fossa comune, con l'intento di fuggire.
Questo è l'incipit della trama, che purtroppo non fa gridare al miracolo, ma fa il suo lavoro.
Ciò che però rende il titolo degno di nota è sicuramente il gameplay.
Non vi saranno infatti classi fisse come guerriero, ladro o mago, ma avrete a disposizione tre grossi rami da cui scegliere le abilità. Per la gioia degli appassionati quindi, potrete combinare le skill a vostro piacimento e creare il vostro guerriero definitivo, poiché impersonerete il Senza Fato.
Altra cosa degna di nota è che si possono equipaggiare due armi diverse(tra spade, spadoni, martelli, pugnali, lame fae, arco, bastoni, bacchette e chackram), cambiabili durante il combattimento con la semplice pressione di un pulsante.

Volete creare un mago che sfrutta i veleni del ladro e combatte dalla distanza? Si può fare. Un guerriero ultra-corazzato armato di bacchetta e martello a due mani? Anche. Evocare uno sgherro che combatte i nemici mentre voi li finite col vostro arco? Come sopra. Oppure...diventare un jack-of-all trades e alternare magia, combattimento ravvicinato, a distanza o stealth come preferite.
Potrete inoltre alternare le due armi e le varie abilità per creare vere e proprie combo.
Se caricherete il colpo, attaccherete con la guardia alzata oppure ritarderete i colpi, cambierà l'attacco eseguito dal personaggio e potrete così combinarli a piacimento.

In base a quanti punti spenderete in ogni categoria riceverete inoltre delle Carte Fato ,equipaggiabili in base alla vostra strategia, che vi daranno bonus passivi. Queste sono divise in forza, magia e destrezza e tutte le diverse combinazioni, compresa quella tra tutte e tre.

Il gioco presenta un mondo completamente esplorabile, diviso in diverse macro-aree cosparse di nemici, quest e dungeon. L'ambientazione è piuttosto varia e contempla lussureggianti foreste piuttosto che distese desertiche, grandi città o pianure. Notevole la cura nei dettagli con cui ogni luogo è stato realizzato e che rende ogni caverna o tempio abbandonato unico e particolare.
Il tutto è completamente esplorabile, salvo per la presenza di alcuni muri invisibili che un po' stonano e alla mancanza del salto.
Riguardo ai nemici, ogni area ha i suoi e hanno un livello fisso(che non scala in base al vostro). Detto questo, la difficoltà è decisamente tarata verso il basso, anche grazie a una sorta di mossa finale in grado di uccidere praticamente ogni cosa. Una buona idea può essere quella di giocare fin da subito a difficile.
Il rapporto con le quest invece oscilla tra amore(per via della mole di cose da fare presente, con tanto di fazioni)e odio(per una sensazione di ripetitività di fondo).
Avrete a disposizione una quantità di compiti immensa, quasi spiazzante, che se presa col piede sbagliato crea un senso di monotonia e diventa dunque tediosa. Questo è anche dovuto al fatto che il titolo era inizialmente pensato come un MMO e lo stile delle missioni è quello del genere.
Il consiglio qui è di non avere fretta, di fare sessioni non esageratamente lunghe di gioco e di cercare di godersi il tutto il più possibile, poiché difficilmente completerete tutto al primo gameplay.
La longevità è garantita inoltre dal poterlo rigiocare con un personaggio differente.
Infine esiste la possibilità di craftare il proprio equipaggiamento, di rubare, di compare la vostra casa e di giocare stealth.
Graficamente il titolo non è nulla di esaltante e il comparto sonoro è nella media.

Fin qui quindi, quasi tutto bene, però è doveroso fare un'aggiunta. Nel giocare il titolo 38 Studios, sembra mancare qualcosa, quella scintilla che lo avrebbe elevato a capolavoro.
Non fraintendetemi: il gioco è più che godibile e la cura nei dettagli molta(il mondo di gioco è approfondito, con personaggi che vi racconteranno le loro vicissitudini, qualche scelta multipla che influenzerà la vita di dozzine di persone, oltre che ad armi leggendarie con una propria storia e così via), qualcosa però mi trattiene dal promuoverlo a pieni voti. Insomma...nel mischiare elementi tratti da altri giochi (lo stesso fondatore del 38 Studios, Curt Shilling, afferma di aver pensato a un incrocio tra Oblivion e God of War) perde un po' di carisma e questo purtroppo può influire sul godimento generale dell'esperienza.
Resta comunque un titolo consigliato agli amanti degli rpg, poiché offre, nel prendere spunto da elementi tipici di altri giochi, una visione particolare del genere. 
Da gustare lentamente, si tratta decisamente di Slow Food.



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