![]() |
| In allegato: un Trailer |
Genere: Gioco di ruolo
Sviluppatore: Big Huge Games
Data di uscita: 10 febbraio 2012
A cura di Paolo, dello Staff di Tales Of Nerds
L' undici novembre del 2011 (11/11/11)
uscì un titolo chiamato The Elder Scrolls V: Skyrim, un gioco di
ruolo che si proponeva di immergere il giocatore in un mondo
vastissimo, vivo, dove convivevano diverse culture, professioni e
molto altro. Il titolo in questione infatti, aveva l'ambizioso
progetto di stabilire nuovi standard nel gioco open-world, tant'è
che gli sviluppatori degli ultimi due Far Cry hanno detto di essersi
ispirati ad esso.
Circa tre mesi dopo uscì Kingdoms of
Amalur, che tentò di rivaleggiare col colosso prodotto da Bethesda.
Inutile dire che il titolo rimase in sordina, e credo
che in pochi avessero avuto il coraggio di sperimentare la visione di 38 Studios/Big Huge Games.
Male, perché il gioco si rivelò ricco
di sorprese e in grado non solo di rivaleggiare col più noto Skyrim,
ma, per certi versi(come il combat system) superarlo. Tra i suoi
creatori infatti, citiamo R.A. Salvatore (autore di diversi romanzi
ambientati nei Forgotten Realms), Todd McFarlane (per gli artwork) e
Ken Rolston (veterano di The Elder Scrolls).
![]() |
| Ed ecco il Trailer sui personaggi che accompagneranno il nostro eroe e sulle fazioni. |
Il titolo, appena avviato, vi mette nei
panni di un avventuriero da voi creato ed inizia con la
vostra...morte.
Esatto, perché scoprirete di essere
stati in qualche modo uccisi prima dell'inizio della storia e di
essere il primo individuo ad essere risorto grazie al potere del
pozzo delle anime.
Come se non bastasse, l'intero mondo di
gioco è governato dal Fato, e voi sarete i primi a sfuggire dalle
sue trame.
Una volta creato il personaggio,
scegliendo tra quattro razze e varie divinità, vi risveglierete
quindi in una sorta di fossa comune, con l'intento di fuggire.
Questo è l'incipit della trama, che
purtroppo non fa gridare al miracolo, ma fa il suo lavoro.
Ciò che però rende il titolo degno di
nota è sicuramente il gameplay.
Non vi saranno infatti classi fisse
come guerriero, ladro o mago, ma avrete a disposizione tre grossi
rami da cui scegliere le abilità. Per la gioia degli appassionati
quindi, potrete combinare le skill a vostro piacimento e creare il
vostro guerriero definitivo, poiché impersonerete il Senza Fato.
Altra cosa degna di nota è che si
possono equipaggiare due armi diverse(tra spade, spadoni, martelli,
pugnali, lame fae, arco, bastoni, bacchette e chackram), cambiabili
durante il combattimento con la semplice pressione di un pulsante.
Volete creare un mago che sfrutta i
veleni del ladro e combatte dalla distanza? Si può fare. Un
guerriero ultra-corazzato armato di bacchetta e martello a due mani?
Anche. Evocare uno sgherro che combatte i nemici mentre voi li
finite col vostro arco? Come sopra. Oppure...diventare un jack-of-all
trades e alternare magia, combattimento ravvicinato, a distanza o
stealth come preferite.
Potrete inoltre alternare le due armi e
le varie abilità per creare vere e proprie combo.
Se caricherete il colpo, attaccherete
con la guardia alzata oppure ritarderete i colpi, cambierà l'attacco
eseguito dal personaggio e potrete così combinarli a piacimento.
In base a quanti punti spenderete in
ogni categoria riceverete inoltre delle Carte Fato ,equipaggiabili
in base alla vostra strategia, che vi daranno bonus passivi. Queste
sono divise in forza, magia e destrezza e tutte le diverse
combinazioni, compresa quella tra tutte e tre.
Il gioco presenta un mondo
completamente esplorabile, diviso in diverse macro-aree cosparse di
nemici, quest e dungeon. L'ambientazione è piuttosto varia e
contempla lussureggianti foreste piuttosto che distese desertiche,
grandi città o pianure. Notevole la cura nei dettagli con cui ogni
luogo è stato realizzato e che rende ogni caverna o tempio
abbandonato unico e particolare.
Il tutto è completamente esplorabile,
salvo per la presenza di alcuni muri invisibili che un po' stonano e
alla mancanza del salto.
Riguardo ai nemici, ogni area ha i suoi
e hanno un livello fisso(che non scala in base al vostro). Detto
questo, la difficoltà è decisamente tarata verso il basso, anche
grazie a una sorta di mossa finale in grado di uccidere praticamente
ogni cosa. Una buona idea può essere quella di giocare fin da subito
a difficile.
Il rapporto con le quest invece oscilla
tra amore(per via della mole di cose da fare presente, con tanto di
fazioni)e odio(per una sensazione di ripetitività di fondo).
Avrete a disposizione una quantità di
compiti immensa, quasi spiazzante, che se presa col piede sbagliato
crea un senso di monotonia e diventa dunque tediosa. Questo è anche
dovuto al fatto che il titolo era inizialmente pensato come un MMO e
lo stile delle missioni è quello del genere.
Il consiglio qui è di non avere
fretta, di fare sessioni non esageratamente lunghe di gioco e di
cercare di godersi il tutto il più possibile, poiché difficilmente
completerete tutto al primo gameplay.
La longevità è garantita inoltre dal
poterlo rigiocare con un personaggio differente.
Infine esiste la possibilità di
craftare il proprio equipaggiamento, di rubare, di compare la vostra
casa e di giocare stealth.
Graficamente il titolo non è nulla di
esaltante e il comparto sonoro è nella media.
Fin qui quindi, quasi tutto bene, però
è doveroso fare un'aggiunta. Nel giocare il titolo 38 Studios,
sembra mancare qualcosa, quella scintilla che lo avrebbe elevato a
capolavoro.
Non fraintendetemi: il gioco è più
che godibile e la cura nei dettagli molta(il mondo di gioco è
approfondito, con personaggi che vi racconteranno le loro
vicissitudini, qualche scelta multipla che influenzerà la vita di
dozzine di persone, oltre che ad armi leggendarie con una propria
storia e così via), qualcosa però mi trattiene dal promuoverlo a
pieni voti. Insomma...nel mischiare elementi tratti da altri giochi
(lo stesso fondatore del 38 Studios, Curt Shilling, afferma di aver
pensato a un incrocio tra Oblivion e God of War) perde un po' di
carisma e questo purtroppo può influire sul godimento generale
dell'esperienza.
Resta comunque un titolo consigliato
agli amanti degli rpg, poiché offre, nel prendere spunto da elementi
tipici di altri giochi, una visione particolare del genere.
Da
gustare lentamente, si tratta decisamente di Slow Food.





Nessun commento:
Posta un commento