A cura dello staff di Tales of Nerds.
Dragon Age Inquisition...il tanto
atteso rpg della Bioware è
finalmente arrivato. Noi lo abbiamo preso, giocato e finito e ci
abbiamo messo quasi un mese. Ora vogliamo condividere con voi le
nostre opinioni, senza fare una recensione, visto che sul web ce ne
sono a bizzeffe.
Sarà riuscita la Bioware a riavere la
nostra fiducia dopo il dubbio secondo capitolo?
Ho amato alla follia il primo capitolo,
inveito contro la software house per il secondo e nel vedere i vari
video di gameplay del terzo tutto sapeva di già visto, sembrava una
specie di GuildWars2 offline, ma proprio non mi convinceva. Poi sono
uscite le prime review sui vari siti prima del d1 e nel leggere più
volte frasi del tipo “Bioware è rinata” si è accesa una luce.
Il giorno dell'uscita ho acquistato la versione Xbox360, old-gen
dunque, e una volta superato l'impatto con il pessimo(e non
ottimizzato) comparto grafico eccomi pronto a giocare.
Che dire...mi ha sorpreso. Non certo
per innovazioni particolari, ma per la cura con cui il tutto viene
trattato. Ascoltare Solas mentre racconta dei suoi viaggi nell'oblio,
di come ha ripercorso memorie di eventi passati...capire da Dorian
come il Tevinter non sia in realtà abitato solamente da maghi
malvagi, oltre a scoprire che fine hanno fatto i personaggi dei primi
due capitoli, per un appassionato della serie come me è davvero
fantastico. E la scena che culmina con la scoperta di Skyhold è, a
mio parere, uno dei punti più emozionanti mai visti in un gioco di
ruolo.
I dialoghi poi sono davvero
moltissimi: sono rimasto a bocca aperta quando ho visto che si poteva
addirittura,per esempio, chiedere allo stalliere come stesse sua
moglie.
Questa prima run è stata un po'
travagliata, per il fatto di voler da un lato sapere come finisce la
trama e dall'altro voler completare le infinite quest che il gioco
propone...è durata una settantina di ore e ci sono aree che nemmeno
ho mai visitato. La trama forse è l'anello debole del tutto, non
perché sia brutta, ma perché dura nel complesso una decina d'ore.
In questo senso mi aspettavo di più, anche se il titolo ha ben più
della storia principale: ore ed ore di esplorazione, missioni da
completare, boss segreti...questa volta hanno davvero esagerato coi
contenuti. Senza parlare del lore(elementi che caratterizzano il
mondo di gioco)...la magia, l'oblio, il velo e tutte le varie
culture...tutto trattato nel dettaglio.
Insomma, se da un lato non c'è stata,
a mio parere, una particolare innovazione a livello di gameplay, né
una trama particolarmente significativa, il titolo offre davvero
molto: come contenuti è immenso e a livello narrativo vediamo
finalmente veri e propri filmati, oltre a una mole di dialoghi molto
ben fatti. Non vedo l'ora di godermelo al meglio alla seconda run,
senza alcuna fretta.
-Paolo
Partiamo dicendo che io della serie
Bioware avevo solo giocato circa due ore al primo capitolo, Dragon
Age:Origins, e del secondo invece ho provato solo la demo. Quindi,
con una buona approssimazione si può dire che ho giocato a questo
Inquisition da neofita (da appena avvicinatosi alla serie).
Ho trovato la trama decisamente epica
(soprattutto il combattimento finale) tuttavia con una longevità
molto scarsa (le missioni principali sono una decina) che, comparata
alla mole di missioni secondarie, sfigura un po’. Le missioni
secondarie citate precedentemente si sposano alla perfezione con il
lore del mondo di gioco tuttavia mostrano una certa ripetitività di
fondo (abbiamo sempre il classico raccogli, parla o uccidi) tipica
degli mmorpg.
Del titolo ho giocato la versione
next-gen (PS4) e infatti sotto l’aspetto non mi ha deluso
particolarmente anzi, alcuni scorci di rocche ormai diroccate mi
hanno tolto il fiato più di una volta, mostrando la bravura del team
di sviluppo non solo nel caratterizzare le mappe ma anche nel
realizzarle. Infatti le texture si rivelano pulite e ben
“ammorbidite” dall’antialiasing e solo andando nei dettaglio si
possono vedere sbavature tecniche.
Non dimentichiamoci, sempre in ambito
tecnico, dei fantastici bug che sono presenti in quantità abbastanza
pesante (risolti tramite la patch al day one e a una seconda di circa
300 MB) che permettono non solo ai cavalli di cadere dal cielo (vi
ricordo GTA:San Andreas quando si usavano i trucchi) ma anche ai
personaggi di piantarsi nel bel mezzo di un discorso o peggio nel
mezzo di una battaglia.
Gli ambiti migliori di questo prodotto
secondo il mio giudizio sono il comparto audio e il sistema di
dialoghi con i personaggi primari (12 in totale).
La soundtrack presente nel titolo si
dimostra di eccellente fattura (se si possiede la deluxe edition la
si avrà in omaggio) tanto che ho passato diversi minuti fermo nelle
varie taverne del gioco ad ascoltare le melodie suonate dai bardi del
gioco. Le canzoni non solo si dimostrano eccellenti ma anche coerenti
con l’ambiente medievaleggiante e con le imprese che si andranno a
compiere durante l’avventura principale. Infatti i protagonisti
delle suddette canzoni saremo noi o del culto di Andraste.
Il sistema di
dialoghi si è dimostrato profondo, per nulla scontato e soprattutto,
vicino alle scelte che una persona reale farebbe se quanto succede
nel gioco fosse reale. Le romance (storie d’amore) che si possono
instaurare alcune volte mi hanno lasciato senza parole per la loro
bellezza (quella che ho intrapreso nel mio gameplay è con Josephine)
e altre per il loro non sense (Qualcuno dice Sera?). Nota negativa in
questo sistema è il fatto che per poter concludere la romance e
arrivare “all’happy ending” bisogna fare delle missioni (non
proprio facilissime a volte oltretutto), cosa che, mi ricorda Fable.
Personalmente, avrei preferito un sistema in cui, per completare la
romance, bisognava dimostrarsi presente o fare le scelte giuste
(simile ai Dating Simulator).
Insomma questo titolo lo consiglio
soprattutto per la trama, la colonna sonora e per la fantastica
caratterizzazione del mondo di gioco, mentre purtroppo lo devo
bocciare per quanto riguarda l’aspetto grafico (mi aspettavo un po’
di più sinceramente), la ripetitività di fondo delle quest
secondarie, la frammentazione delle mappe (avrei preferito la
presenza di una sola grande area di gioco) e la scarsa longevità
della trama principale.
Consiglio caldamente l’acquisto, il
prezzo di 70 euro secondo me non è eccessivo in quanto la mole di
contenuti è stratosferica.


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