giovedì 18 dicembre 2014

Le nostre impressioni su Dragon Age: Inquisition -prima parte

A cura dello staff di Tales of Nerds.

Dragon Age Inquisition...il tanto atteso rpg della Bioware è finalmente arrivato. Noi lo abbiamo preso, giocato e finito e ci abbiamo messo quasi un mese. Ora vogliamo condividere con voi le nostre opinioni, senza fare una recensione, visto che sul web ce ne sono a bizzeffe.
Sarà riuscita la Bioware a riavere la nostra fiducia dopo il dubbio secondo capitolo?
















Non mi aspettavo nulla di che da questo gioco.
Ho amato alla follia il primo capitolo, inveito contro la software house per il secondo e nel vedere i vari video di gameplay del terzo tutto sapeva di già visto, sembrava una specie di GuildWars2 offline, ma proprio non mi convinceva. Poi sono uscite le prime review sui vari siti prima del d1 e nel leggere più volte frasi del tipo “Bioware è rinata” si è accesa una luce. Il giorno dell'uscita ho acquistato la versione Xbox360, old-gen dunque, e una volta superato l'impatto con il pessimo(e non ottimizzato) comparto grafico eccomi pronto a giocare.
Che dire...mi ha sorpreso. Non certo per innovazioni particolari, ma per la cura con cui il tutto viene trattato. Ascoltare Solas mentre racconta dei suoi viaggi nell'oblio, di come ha ripercorso memorie di eventi passati...capire da Dorian come il Tevinter non sia in realtà abitato solamente da maghi malvagi, oltre a scoprire che fine hanno fatto i personaggi dei primi due capitoli, per un appassionato della serie come me è davvero fantastico. E la scena che culmina con la scoperta di Skyhold è, a mio parere, uno dei punti più emozionanti mai visti in un gioco di ruolo.
I dialoghi poi sono davvero moltissimi: sono rimasto a bocca aperta quando ho visto che si poteva addirittura,per esempio, chiedere allo stalliere come stesse sua moglie.
Questa prima run è stata un po' travagliata, per il fatto di voler da un lato sapere come finisce la trama e dall'altro voler completare le infinite quest che il gioco propone...è durata una settantina di ore e ci sono aree che nemmeno ho mai visitato. La trama forse è l'anello debole del tutto, non perché sia brutta, ma perché dura nel complesso una decina d'ore. In questo senso mi aspettavo di più, anche se il titolo ha ben più della storia principale: ore ed ore di esplorazione, missioni da completare, boss segreti...questa volta hanno davvero esagerato coi contenuti. Senza parlare del lore(elementi che caratterizzano il mondo di gioco)...la magia, l'oblio, il velo e tutte le varie culture...tutto trattato nel dettaglio.
Insomma, se da un lato non c'è stata, a mio parere, una particolare innovazione a livello di gameplay, né una trama particolarmente significativa, il titolo offre davvero molto: come contenuti è immenso e a livello narrativo vediamo finalmente veri e propri filmati, oltre a una mole di dialoghi molto ben fatti. Non vedo l'ora di godermelo al meglio alla seconda run, senza alcuna fretta.
-Paolo
Partiamo dicendo che io della serie Bioware avevo solo giocato circa due ore al primo capitolo, Dragon Age:Origins, e del secondo invece ho provato solo la demo. Quindi, con una buona approssimazione si può dire che ho giocato a questo Inquisition da neofita (da appena avvicinatosi alla serie).
Ho trovato la trama decisamente epica (soprattutto il combattimento finale) tuttavia con una longevità molto scarsa (le missioni principali sono una decina) che, comparata alla mole di missioni secondarie, sfigura un po’. Le missioni secondarie citate precedentemente si sposano alla perfezione con il lore del mondo di gioco tuttavia mostrano una certa ripetitività di fondo (abbiamo sempre il classico raccogli, parla o uccidi) tipica degli mmorpg.
Del titolo ho giocato la versione next-gen (PS4) e infatti sotto l’aspetto non mi ha deluso particolarmente anzi, alcuni scorci di rocche ormai diroccate mi hanno tolto il fiato più di una volta, mostrando la bravura del team di sviluppo non solo nel caratterizzare le mappe ma anche nel realizzarle. Infatti le texture si rivelano pulite e ben “ammorbidite” dall’antialiasing e solo andando nei dettaglio si possono vedere sbavature tecniche.
Non dimentichiamoci, sempre in ambito tecnico, dei fantastici bug che sono presenti in quantità abbastanza pesante (risolti tramite la patch al day one e a una seconda di circa 300 MB) che permettono non solo ai cavalli di cadere dal cielo (vi ricordo GTA:San Andreas quando si usavano i trucchi) ma anche ai personaggi di piantarsi nel bel mezzo di un discorso o peggio nel mezzo di una battaglia.
Gli ambiti migliori di questo prodotto secondo il mio giudizio sono il comparto audio e il sistema di dialoghi con i personaggi primari (12 in totale).
La soundtrack presente nel titolo si dimostra di eccellente fattura (se si possiede la deluxe edition la si avrà in omaggio) tanto che ho passato diversi minuti fermo nelle varie taverne del gioco ad ascoltare le melodie suonate dai bardi del gioco. Le canzoni non solo si dimostrano eccellenti ma anche coerenti con l’ambiente medievaleggiante e con le imprese che si andranno a compiere durante l’avventura principale. Infatti i protagonisti delle suddette canzoni saremo noi o del culto di Andraste.
Il sistema di dialoghi si è dimostrato profondo, per nulla scontato e soprattutto, vicino alle scelte che una persona reale farebbe se quanto succede nel gioco fosse reale. Le romance (storie d’amore) che si possono instaurare alcune volte mi hanno lasciato senza parole per la loro bellezza (quella che ho intrapreso nel mio gameplay è con Josephine) e altre per il loro non sense (Qualcuno dice Sera?). Nota negativa in questo sistema è il fatto che per poter concludere la romance e arrivare “all’happy ending” bisogna fare delle missioni (non proprio facilissime a volte oltretutto), cosa che, mi ricorda Fable. Personalmente, avrei preferito un sistema in cui, per completare la romance, bisognava dimostrarsi presente o fare le scelte giuste (simile ai Dating Simulator).
Insomma questo titolo lo consiglio soprattutto per la trama, la colonna sonora e per la fantastica caratterizzazione del mondo di gioco, mentre purtroppo lo devo bocciare per quanto riguarda l’aspetto grafico (mi aspettavo un po’ di più sinceramente), la ripetitività di fondo delle quest secondarie, la frammentazione delle mappe (avrei preferito la presenza di una sola grande area di gioco) e la scarsa longevità della trama principale.
Consiglio caldamente l’acquisto, il prezzo di 70 euro secondo me non è eccessivo in quanto la mole di contenuti è stratosferica.
-Alessandro
Link alla seconda parte: Impressioni di Lorenzo e xLuciferox

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