a cura di Lorenzo dello staff di Tales of Nerds
Chiuso il 2014, è
arrivato il momento di tirare le somme sui giochi finiti nell'anno
passato che più mi hanno colpito...sì, è un po' in ritardo ma è
il pensiero che conta no?
3-
Dark Souls
Sì lo so, giocare Dark
Souls nel 2014 non è esattamente considerabile come "un po' in
ritardo" dato che è uscito nel 2011 in Europa.
Il gioco non credo abbia
bisogno di presentazioni, ormai chiunque bazzichi un po' l'ambiente
videoludico ha almeno una volta sentito parlare di esso in partcolare
della sua difficoltà pari a quella di una lastra di marmo rivestita
di cemento armato (anche se personalmente a parte qualche punto molto
ostico non l'ho poi trovato così difficile).
La cosa che più mi ha
colpito di Dark Souls è stato il lore, ossia il background stesso
dell'ambientazione che è a mio parere il punto più importante del
titolo assieme al gameplay; gli sviluppatori infatti hanno creato una
storia, personaggi e un mondo vasti e profondi ma hanno fatto una
scelta curiosa: invece di narrare le vicende come in un classico RPG
esse vengono perlopiù lasciate a descrizioni di luoghi od oggetti,
dando al giocatore solo l'essenziale (e a volte neanche quello) con i
dialoghi principali...una scelta che non può far storcere il naso a
molti e neanch'io sono un gran fan di tale approccio ma una volta
superata la diffidenza iniziale il gioco appare sotto tutta un'altra
luce.
2-
Shin Megami Tensei IV
La serie Shin Megami è LA
serie della software house nipponica Atlus, quella che portano avanti
da quasi 16 anni e da cui nascono tutti i vari spin off quali i
meglio noti Persona e Devil Survivor. Arrivato da noi sfigati europei
con un buon ritardo di un anno rispetto agli americani, ha dimostrato
ampiamente che la serie non ha perso il suo smalto nonostante sia
stata invece la serie sorella Persona a rendere famosa la Atlus al
panorama videoludico generale.
Come al solito finiremo
nel bel mezzo del casino tra le forze degli angeli e dei demoni,
ossia tra le forze dell'Ordine e del Caos, ancora una volta saremo
noi a decidere tramite le nostre scelte quale fazione prevarrà,
ancora una volta vedremo eccessi ed estremi da ambo le parti...la
formula è consolidata,quai ripetitiva ma si tiene giovane grazie a
un gameplay semplice ma da saper padroneggiare per poterla spuntae
contro i nemici più agguerriti, una grande sceneggiatura drammatica,
a personaggi ben caratterizzati, una trama mai banale e zeppa di
colpi di scena (alcuni dai risvolti molto macabri) e un sistema
morale quantomai complesso che mostra come molti eventi non sono
bianchi o neri ma spesso varie sfumature di grigio.
Si è capito che sono un
fanboy della Atlus vero?
1-Dragon
Age Inquisition
E quando i tre titoli
preferiti di qualcuno sono GDR capisci che forse è il suo genere
preferito.
L'ultima opera della
Bioware porta al tavolo le solite credenziali della sua casa di
sviluppo: bella trama, ottimi personaggi, un gameplay divertente e
tante, tante scelte.
Ma qual'è dunque il
motivo per cui si distingue rispetto a tutti gli altri giochi che ho
giocato nel 2014, a parte l'hype mostruoso che mi divorava?
L'impegno. L'impegno
dimostrato in ogni elemento del titolo da parte della Bioware di
volersi scusare per il raffazzonato gioco che era stato Dragon Age
II, per le critiche a Mass Effect 3 e per il mezzo fiasco di Star
Wars The Old Republic. Non molti hanno il coraggio di ammettere di
aver sbagliato ma la volontà di risolvere i problemi c'è stata e in
alcuni punti si è riusciti meno rispetto ad altri ma ho voluto
premiare tutto ciò.
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